Vi spieghiamo qual è la reale situazione Covid al Cotugno di Napoli

3 mesi fa
21 Agosto 2020
di salvatore di rienzo

Qual è la reale situazione al Cotugno di Napoli: tra fake, smentite, terapia intensiva e subintensiva. La situazione coronavirus dell’Ospedale Cotugno di Napoli ha generato non poca confusione nel corso degli ultimi giorni.

Sul web c’è stato un acceso dibattito tra chi sosteneva che la terapia intensiva fosse piena e chi etichettava questa notizia come fake. Nel mezzo anche informazioni corrette, che abbiamo provato a dare come Herald Italia, non comprese a pieno proprio da tutti. Dunque, qual è la reale situazione del Cotugno di Napoli?

La situazione Covid al Cotugno di Napoli: il volantino fake e la smentita

Tutto è partito da un volantino del 19 agosto scorso, che comunicava l’esaurimento della “disponibilità di posti letto per pazienti Covid” per l’ospedale napoletano. Il volantino è stato smentito direttamente direttore generale dell’Azienda dei Colli, Maurizio Di Mauro.

Si tratta di una fake – ha spiegato De Mauro– che ha generato panico. Noi dichiariamo tutte le mattine la nostra disponibilità di posti letto all’Unità di crisi della Regione Campania e – ha aggiunto – ribadiamo che al Cotugno, qualora dovesse sorgere la necessità di un’ulteriore implementazione di posti letto, siamo immediatamente a disposizione e pronti per poter affrontare qualsiasi tipo di emergenza”.

Una emergenza, che, sottolinea De Mauro, “al momento non c’è perché la situazione è abbastanza sotto controllo visto che ci sono ancora posti disponibili nei Centri Covid di Ponticelli e di Scafati. Il piano A della Regione – prosegue – ha ancora capienza per poter supportare la richiesta”.

La terapia intensiva è vuota, la terapia subintensiva è piena: la differenza

Dunque, al momento la situazione al Cotugno è sotto controllo e non è vero che i posti per i pazienti Covid sono terminati. Un altro elemento che ha confuso non poco diversi utenti sul web, è la differenza tra terapia intensiva e subintensiva.

Nell’articolo di ieri abbiamo scritto che la terapia subintensiva dell’Ospedale Cotugno è di nuovo piena. Molti utenti, sulla base delle dichiarazioni di De Mauro, hanno etichettato la notizia come fake. In realtà, come la gran parte dei lettori ha ben compreso, ad essere piena è la terapia subintensiva e non la terapia intensiva.

Dunque, ricapitolando: non è vero che il Cotugno ha terminato i posti letto per i pazienti Covid. Non è vero che i posti di terapia intensiva sono esauriti (al momento se ne registrano solo 2 su una disponibilità di 8). É vero che i posti letto in terapia subintensiva sono esauriti. I posti occupati sono 10, infatti, su una disponibilità di 8.

Qual è la situazione Covid al Cotugno di Napoli ad oggi

Ad oggi, secondo il bollettino pubblicato dall’Ansa, si registrano dunque 2 pazienti in terapia intensiva su 8 disponibili. Dieci sono i pazienti ricoverati in terapia subintensiva  su una disponibilità di 8. Sono 16, invece, i pazienti Covid in ricovero ordinario.  All’Ospedale del Mare, nel quartiere di Ponticelli, i ricoverati Covid sono invece 24, uno in più di ieri. I dati sono aggiornati al 21 agosto.

La differenza tra terapia intensiva e subintensiva, è che nella prima accedono i pazienti più critici, in pericolo di vita a causa di insufficienza d’organo, singola o multipla. In terapia subintensiva finiscono i pazienti che non hanno bisogno di un trattamento invasivo come quelli più critici, ma che a causa della loro gravità necessitano comunque di uno stretto e costante monitoraggio delle funzioni vitali. Lo spiega bene l’ottimo articolo di fan page.

Il Paese deve ripartire: allarmarsi quando la terapia intensiva è piena sarà troppo tardi

Dunque, qual è la situazione al Cotugno? La terapia intensiva è quasi vuota, la subintensiva è piena. Abbiamo bisogno di responsabilità per evitare che la terapia intensiva si riempia. Anche perché siamo solo ad agosto e a settembre l’Italia “dovrebbe” ripartire, soprattutto dalle scuole.

Non bisogna eccedere nell’allarmismo, ma neanche si può vivere questa situazione con una leggerezza irresponsabile. Serve equilibrio e responsabilità. Attendere che vadano in difficoltà di nuovo le terapie intensive e si ricominci a morire per allarmarsi è un atteggiamento irresponsabile.

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