Il biologo Bucci: le terapie intensive sono piene come due mesi fa

3 mesi fa
1 Settembre 2020
di vincenzo carlomagno

Bucci: le terapie intensive piene come due mesi fa. Aveva lanciato l’allarme sulla sua pagina Facebook già il 16 agosto, ma si era beccato dell’allarmista. Il biologo molecolare Enrico Bucci insegna negli Stati Uniti, alla Temple University di Filadelfia. Già due settimane fa aveva segnalato l’incremento del numero di ricoverati in terapia intensiva negli ospedali italiani.

In effetti, ieri i ricoverati in terapia intensiva in Italia erano 94. L’incremento rispetto al giorno precedente è stato di 8 unità. Un numero che si discosta dai minimi raggiunti a fine luglio, quando si scese fino a quota 40.

Precisiamo, però, che sono comunque numeri molto lontani da quelli del periodo del lockdown. Soprattutto, non intasano i reparti di terapia intensiva, che al momento possono gestire tranquillamente la situazione.

Bucci: terapie intensive piene come due mesi fa

Nonostante questo, Bucci invita a non allentare la pressione, per arrestare questa crescita. Ecco le sue parole sulla sua pagina Facebook. “Il 16 agosto avevo deciso, scatenando i più diversi mal di pancia, che il trend delle terapie intensive andava segnalato al pubblico.”

Prosegue Bucci: “due settimane dopo, con buona pace di certi critici della rappresentazione grafica, il trend non solo non è migliorato, ma continuando la sua risalita esattamente speculare alla discesa che aveva portato ai minimi della fine di luglio, ci ha rimandato indietro esattamente di 2 mesi, ai valori osservati alla fine di giugno”.

Numeri comunque gestibili, rispettando le regole anti Covid

Lo stesso Bucci precisa che “sono ancora numeri piccoli, ma la derivata di crescita aumenta; non sottovalutiamo questo segnale”. Il consiglio finale del biologo è quello che ormai dovrebbe essere noto a tutti: “reagiamo diminuendo il più possibile le occasioni di infezione”.

Quindi, rispetto delle basilari regole anti Covid: distanziamento, mascherina al chiuso e quando non è possibile evitare assembramenti, lavaggio e igienizzazione delle mani. Sono semplici regole che ormai avremmo dovuto imparare tutti. Del resto, sono trascorsi oltre sei mesi dall’inizio dell’emergenza Coronavirus.

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