App Immuni, il viceministro della Salute Sileri: “è stata un flop tra i giovani”

2 mesi fa
31 Agosto 2020
di vincenzo carlomagno

Per il viceministro della Salute Sileri, l’app Immuni “è stata un flop tra i giovani”. Nella lotta al Coronavirus, uno strumento essenziale sarebbe dovuta essere l’app di tracciamento. Lo scopo dell’app è quella di avvisarci di eventuali contatti ravvicinati con soggetti poi risultati positivi al Covid 19.

In Italia, la scelta del Ministero per l’Innovazione tecnologica e digitale guidato dal Ministro Paola Pisano è ricaduta sull’app Immuni. L’app è stata progettata dalla società italiana Bending Spoons. La società vede tra i propri soci anche l’ultimogenito di Silvio Berlusconi, Luigi. Fa sorridere, quindi, che proprio gli alleati politici del padre di uno dei soci della società che ha realizzato Immuni siano tra i suoi maggiori detrattori.

Timori sulla privacy e pochi download

Infatti, Immuni non ha avuto vita facile fin dall’inizio. Innanzitutto per gli attacchi su una presunta violazione della privacy, alimentati soprattutto da leader politici come Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Nonostante le nette smentite su violazioni della privacy, Salvini e Meloni hanno detto chiaramente che non scaricheranno l’app. Queste prese di posizione hanno sicuramente contribuito al modesto numero di download.

Secondo gli ultimi dati, fermi però al 24 agosto, i download dell’app sono circa 5 milioni. Si tratta del 13% degli smartphone presenti in Italia. E’ un numero ben lontano da quel 60% ritenuto la soglia minima per un tracciamento credibile. Questa cifra, va detto, è condizionata anche dal fatto che un numero non indifferente di smartphone non permette ancora di scaricare l’app.

Secondo Sileri, pochi giovani hanno scaricato l’app Immuni

Detto ciò, è intervenuto sull’argomento anche Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute. Sileri, che in quest’emergenza Coronavirus sta dimostrando di non avere problemi a dire ciò che pensa, ha espresso una sua opinione sul momentaneo flop di Immuni.

Secondo Sileri, infatti, una delle spiegazioni dei download insufficienti dell’app sta nei giovani. Per Sileri, Immuni “rimane una risorsa importante e va scaricata”, ma “purtroppo è stata un flop tra i giovani, che hanno più dimestichezza con le app”. Va detto che non vi sono dati ufficiali in merito alla sua considerazione.

Il viceministro della Salute, però, difende Immuni, sostenendo che “avrebbe potuto aiutare a contenere l’ondata di contagi di quest’estate, ma c’è stato molto pregiudizio. Ora sarebbe utile inserirla nei protocolli operativi, come quello per il rientro a scuola, anche perché altri sistemi, come i fogli di carta dove segnare i propri dati, non sempre funzionano”.

Immuni potrebbe essere fondamentale in vista della riapertura delle scuole

Da più parti, infatti, si invita professori, personale scolastico e studenti a scaricare Immuni in vista dell’avvio dell’anno scolastico. Va rilevato che però il recente aumento dei contagi e le notizie dei focolai della Sardegna hanno già provocato una leggera accelerata nei download. Nelle ultime settimane si è registrato mezzo milione di download di Immuni in più. Potrebbero aver giovato anche gli spot televisivi, nei quali Flavio Insinna invita al download.

Anche se ancora insufficienti, i download di Immuni hanno comunque già portato alcuni risultati. Secondo gli ultimi dati, si rileva che da giugno gli utenti positivi che hanno caricato il codice per il tracciamento sull’app sono 105. Questo ha permesso l’invio di 809 notifiche a soggetti entrati in contatto con queste persone. Inoltre, si dà notizia di almeno 4 potenziali focolai bloccati grazie ad Immuni.

Questi dati, uniti a quelli dei nuovi contagi e alle prossime riaperture di settembre, suggerirebbero di scaricare l’app. Tanto più che le perplessità su possibili violazioni della privacy sono state più volte smentite.

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