Roberto Burioni: no al voto nelle scuole il 20-21 settembre

3 mesi fa
2 Settembre 2020
di vincenzo carlomagno

Per il virologo Roberto Burioni no al voto nelle scuole. Si avvicina la riapertura delle scuole, previsto ufficialmente il 14 settembre. Ricordiamo però che in alcune regioni si rientrerà in aula nei giorni successivi, in base all’autonomia regionale. Inoltre, già ieri hanno preso il via i corsi di recupero, vero banco di prova per la tenuta del sistema dopo sei mesi di chiusura a causa dell’emergenza Coronavirus.

A settembre, però, ci aspetta un altro test dopo le chiusure causa Covid. Sabato 20 e 21 settembre, infatti, saremo chiamati a tornare alle urne per il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari. Inoltre, si voterà per il rinnovo di sette consigli regionali e in molti comuni per il rinnovo dei consigli comunali. Tra questi, citiamo Reggio Calabria.

Il voto nelle scuole, una prassi consolidata

Prassi vuole che le operazioni di voto si tengano negli istituti scolastici. Questo si traduce nella chiusura delle scuole in genere un giorno prima delle elezioni e uno o due giorni il termine delle operazioni, per consentire la sanificazione degli ambienti. Mai come quest’anno la questione della sanificazione delle aule sarà importante, data l’emergenza Coronavirus.

Proprio per questo motivo, da più parti si chiedeva di spostare i seggi elettorali dalle scuole ad altri luoghi. Un invito simile arriva dal virologo Roberto Burioni, ormai volto noto anche dei salotti televisivi e molto attivo sui social.

Burioni: no al voto nelle scuole

Su Medical Facts, la sua pagina Facebook di informazione scientifica, Burioni esordisce commentando la discussione politica sulla riapertura delle scuole. Per il virologo, si tratta di una “polemica che oramai assomiglia molto a una lotta nel fango a scopi politici”.

Prosegue Burioni: “il 14 settembre si aprono le scuole e il 20 settembre si vota, con il solito allestimento dei seggi negli edifici scolastici e la coda di disinfezione e via dicendo. Che non si sia trovata una soluzione a questo problema è davvero imbarazzante. Non si dovrebbe votare nelle scuole”.

Spostare le operazioni di voto in altre sedi

Il virologo conclude auspicando che “luoghi alternativi dovrebbero essere da tempo identificati in modo da non intralciare ulteriormente una già tribolata attività scolastica. Fregarsene vuole dire tenere in poco conto l’importanza dell’istruzione che, a mio giudizio, dopo la salute, è la cosa più importante che esista”.

Proprio per evitare di aprire le scuole e doverle richiudere subito, in regioni come Abruzzo, Campania, Calabria e Puglia si tornerà in aula il 24 settembre, dopo la consueta sanificazione post elezioni. Una soluzione del genere forse era auspicabile ovunque, o forse si sarebbe potuto votare altrove, come nelle sedi circoscrizionali.

Ti è piaciuto il nostro articolo? Segui la nostra redazione giovane e indipendente con un like alla nostra pagina Facebook Herald Italia. Cerchiamo di assicurare sempre un’informazione responsabile e di qualità. Puoi seguire anche il canale Herald Italia su You Tube e su Google News.