Libano, cosa è successo davvero? Lo spiega Arduino Paniccia dell’Asce

4 mesi fa
6 Agosto 2020
di salvatore di rienzo
Libano, cosa è successo davvero? Lo spiega Arduino Paniccia dell’Asce

Libano, cosa è successo davvero? L’approfondimento. Sono già 137 i morti accertati della terrificante esplosione di Beirut, in Libano, e oltre 4.000 i feriti, moltissimi anche gravi. Lo scenario e i video che sono giunti dalla città posta sul bacino orientale del mediterraneo sono terrificanti. Non a caso, c’è chi ha esclamato “sembra quello che è successo a Hiroshima”, come il governatore di Beirut Marwan Daoud.

Libano, cosa è successo? La versione del governo

Il primo ministro libico, Hassan Diab, ha assicurato che “tutti i responsabili di questa catastrofe, saranno chiamati a risponderne”. La versione avallata dal governo sarebbe quella di una esplosione accidentale. All’origine ci sarebbero dei materiali esplosivi confiscati dalle autorità libanesi, abbandonati senza l’utilizzo di adeguate misure di sicurezza.

Secondo la versione del quotidiano qatariota Al Jazeera, l’esplosivo era posto in una nave sequestrata nel 2013. All’interno della nave c’erano 2750 tonnellate di nitrato di ammonio. La nave era diretta in Monzambico ma si era fermata in Libano per un guasto. Le leggi locali ne decretarono il sequestro.

Ha causare l’esplosione, poi, sarebbero stati dei lavori di saldatura in corso nel magazzino che conteneva il nitrato di ammonio. Incredibilmente, secondo il direttore delle dogane libanesi, Badri Daher, vicino al magazzino c’era un deposito di fuochi d’artificio.

Beirut, i dubbi sulla versione avallata dal governo

Ma i dubbi dubbi sulle effettive cause dell’incidente, a livello internazionale, sono sempre più forti. Le versioni fatte trapelare fino ad ora non convincono. Smentendo il proprio governo, inoltre, il Capo dell’intelligence libanese  ha parlato di un esplosivo diverso dal nitrato.

La gran parte degli analisti degli esperti di esplosivo a livello mondiale, inoltre, ritiene che ciò che si è visto non si tratta solo di nitrato, ma di veri e propri esplosivi di diversa natura, forse razzi e missili.

Libano, cosa è successo? L’opinione dell’esperto di geopolitica

Il Professor Arduino Paniccia, fondatore della Scuola di guerra economica internazionale di Venezia (Asce), ha offerto a Herald Italia alcuni importanti spunti di riflessione sulla vicenda. “Dall’assassinio di Sulleimani – spiega il Professor Paniccia – , del 3 gennaio del 2020, le notizie sono di una lotta serrata su su tutta l’area, dell’Iraq, della Siria e del Libano.”

“Già quella vicenda è fatta di fortissima lotta di potere interna al mondo interno sciita. Una lotta che vede coinvolte anche le milizie libanesi, che facevano capo alla loro cordata. Morto il capo, sotto la pressione di altri paesi islamici, come la Turchia e l’Arabia Saudita, per citarne due, si è aperta una lotta generalizzata che sta destabilizzando l’area.”

La conflittualità dell’area, secondo Paniccia, si sta estendendo.”Non stiamo assistendo alla ricostruzione della Siria, come ci saremmo aspettati, dopo 8 anni di conflitto. Stiamo assistendo, di fatto, a un allargamento del territorio del conflitto sul Libano, che potrebbe essere la prossima Siria. Si tratta di una lotta senza quartiere all’interno del mondo islamico.”

Il pericolo della lotta interna al mondo musulmano

“In particolare la lotta riguarda il mondo sciita, ma nella stessa si inseriscono anche i sunniti, nell’eterna divisione del mondo musulmano. I veri mandanti di questo attacco, probabilmente, li scopriremo tra un tempo lunghissimo. Quando qualcuno degli esecutori materiali inizierà a parlare.”

L’atteggiamento dell’Italia, secondo Arduino Paniccia, sarà fondamentale sin da subito. “Adesso vi sono potenze internazionali, come la Francia di Macron, che corre oggi a sventolare la bandiera della vicinanza. Ma si tratta di un solo Paese europeo. Noi, come Italia, non siamo corsi. Ma abbiamo li la nostra missione di Shama che dagli anni Ottanta sta proteggendo il Libano. Speriamo che ci sia coordinazione e che non vi sia lo stesso atteggiamento complessivo alla libica.”

“Speriamo cioè che non accada una nuova Libia, dove i Paesi europei si dividono nell’azione.” Per il Professor Paniccia il ruolo dell’Italia, in quella regione, è molto chiaro. “Abbiamo come Italia il più grande reparto presente sul territorio, dobbiamo cercare innanzitutto di assicurare la sicurezza in Libano.” Cosa è successo davvero in Libano, allora? La chiave starebbe tutta nel conflitto interno al potere musulmano.

“Bisogna evitare che il conflitto si estenda”

Paniccia sottolinea più volte il ruolo decisivo dell’Italia. “L’Italia deve evitare che il conflitto si estenda. Il nostro Paese, poi, dovrebbe chiamare tutti a raccolta per evitare divisioni e assumere una leadership. Questo dovrebbe farlo subito Conte, con una iniziativa a livello europeo che vede tutti i Paesi uniti e coinvolti.”

Insomma, bisogna stare molto attenti. “Quell’area del mediterraneo – continua il fondatore di Asce – è ad altissimo rischio e purtroppo non sono da escludere ulteriori gravi ripercussioni rispetto a questo evento. Dobbiamo prepararci anche al peggio. Lo scontro tra potenze musulmane è uno scontro per la sopravvivenza.”

Cosa bisogna fare in questo momento? “Adesso bisogna immediatamente garantire la sicurezza nell’area e salvare anche le sorti economiche del Paese che non può e non deve fallire. Altrimenti si rischiano ripercussioni come ad esempio accadde in Afghanistan.”

“Il Libano è un presidio di normalità in quell’area che va salvato. In questo senso non ha senso celare la verità, ma è necessario affrontare le conseguenze degli avvenimenti reali. Anche perché potremmo ritrovarci poi con altre esplosioni.”

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