Perché Stefano Sensi ricorda sempre più il genio di Xavi

1 anno fa
14 Settembre 2019
di redazione herald

Il controllo del pallone incollato al piede è quasi da play station, il fraseggio corto, il tocco di palla di interno collo o di esterno: veder giocare il giovane centrocampista dell’Inter Stefano Sensi è sempre più un piacere. Il suo inserimento nell’Inter di Conte è stato pressoché impeccabile, al punto da offuscare il più pagato Nicolò Barella, del quale ha preso il posto nella gerarchia degli inamovibili di inizio campionato.

Un giocatore universale. Stefano Sensi è un calciatore che sta impressionando un po’ tutti. Un talento puro, dalle caratteristiche universali: oltre alla capacità di palleggio stupiscono le sue doti di inserimento, la capacità di concludere a rete dalla distanza con un tiro dalla impressionante coordinazione e la presenza costante in tutti i momenti della partita, con una mentalità molto apprezzata anche dal tecnico della nazionale Roberto Mancini.

Qualche scomodo paragone. Non è il caso di scomodare i giganti del calcio, almeno per ora. Ma per chi ama il calcio non è difficile guardare Stefano Sensi e pensare al mito Xavi, pluridecorato campione del Barcellona. Stilisticamente il paragone c’è tutto: fisico, tecnica e modo di stare in campo ricordano in maniera impressionante il talento spagnolo, che pure sapeva alternare magistralmente il fraseggio nello stretto e il lancio lungo, l’inserimento e il tiro dalla distanza. Certo è ancora presto, ma a noi piace pensare che stia per nascere una stella, sulle orme dei grandi campioni. Il calcio italiano ne ha bisogno.

temi di questo post