Don Balon, CR7 al Newcastle: quel problema tattico della Juve di Cristiano

3 settimane fa
19 Luglio 2020
di redazione herald

CR7 al Newcastle, la “bomba” di Don Balon. Cristiano Ronaldo potrebbe lasciare la Juventus. A dirlo è il giornale spagnolo Don Balon, specialista delle “bombe di mercato”, lo stesso che aveva preannunciato l’arrivo a Torino di CR7 nel 2018. I giornalisti spagnoli sono convinti che il fondo arabo vicino all’acquisto dello storico club inglese si sarebbe posto come primo obiettivo il fuoriclasse portoghese della Juventus.

Una operazione tecnica, ma anche e soprattutto di marketing: le medesime basi che portarono alla Juventus il capitano del Portogallo. Secondo Don Balon, tra Cr7 e i nuovi acquirenti del Newcastle ci sarebbe già un “patto segreto”. Gli acquirenti avrebbero offerto un biennale con cifre da sogno e una clausola che consentirebbe al portoghese di lasciare il Newcastle anche dopo la fine della prima stagione.

CR7 al Newcastle, perché potrebbe lasciare la Juve

Per il momento in casa Juve sembrano tutti tranquilli. Ma di certo la questione CR7 dovrà essere, in qualche, modo affrontata. Sullo straordinario talento del portoghese nessuno può discutere. Si può parlare, però, di ciò che lui ha fatto nei due anni in bianconero, di quali erano le aspettative e di come ha inciso nel gioco dalla macchina juventina.

Lo scorso anno, CR7 ha realizzato con la Juventus 21 reti su 31 presenze in campionato: la media peggiore delle sue precedenti 9 stagioni con il Real Madrid. Quest’anno, con Maurizio Sarri, il portoghese è tornato ai suoi livelli più consueti: 28 reti su 29 presenze ad oggi, 19 luglio. Ma il gioco di Sarri quest’anno non ha entusiasmato e molti juventini vorrebbero a fine anno un cambio di allenatore. Quanto incide CR7 sull’assenza di gioco in questa Juve?

Il problema tattico della Juve di CR7

Al netto del fatto che nessuno possa discutere la grandezza di Cristiano Ronaldo, a Torino c’è anche chi pensa che in fondo l’attaccante portoghese non abbia portato la squadra a quel salto di qualità che tutti attendevano. Il suo impiego in alto a sinistra, tra l’altro, sbilancia notevolmente la squadra: impone la presenza di un centravanti e di un assetto che debba proteggere le incursioni che arrivano da sinistra, dove il portoghese non torna per dare una mano.

CR7, insomma, impone che la squadra si sbilanci per supportare la sua presenza. Questo implica il sacrificio di gioco e automatismi. Questo è, in gran parte, il motivo per cui Maurizio Sarri (e forse qualsiasi altro allenatore) fatica a inquadrare meccanismi di gioco di un certo tipo.

Quanto conviene, dunque, alla Juventus, trattenere un calciatore (seppure un fuoriclasse assoluto) prossimo ai 36 anni, laddove anche quest’anno la Juventus dovesse raggiungere soltanto lo scudetto? Sacrificando gioco e collettivo, per vincere ciò che i bianconeri vincono da ormai 10 anni? Attendiamo sviluppi.

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