L’Associazione dei praticanti avvocati: stiamo subendo una discriminazione

6 mesi fa
2 Giugno 2020
di redazione herald

Con una nota, l’Associazione Italiana Praticanti Avvocati, presieduta da Aniello Mancuso, ha manifestato tutto il proprio disappunto nei confronti delle decisioni del governo. L’associazione ritiene discriminante la correzione telematica degli elaborati per l’accesso alla professione forense. giust

I praticanti avvocati si sentono discriminati: il comunicato

Decreto Rilancio? Sicuramente non per gli aspiranti avvocati. Abbiamo sperato fino all’ultimo giorno che il Ministro Bonafede capisse che stava ponendo in essere una delle più grandi disparità di trattamento mai viste prima, ma non è stato cosi.

Da qualche giorno, le commissioni d’esame incaricate a correggere gli elaborati sostenuti dagli aspiranti avvocati lo scorso Dicembre, hanno ripreso le attività di correzione, ma in via telematica. Infatti, con l’art 254 del Decreto Rilancio, il Governo ha autorizzato le commissioni a riprendere la loro attività di correzione in via telematica purché siano rispettati i principi di trasparenza, di collegialità, di
riservatezza delle sedute.

Noi, come Associazione Italiana Praticanti Avvocati, siamo molto amareggiati e delusi. Riteniamo, infatti, che la correzione da remoto rechi forti limitazioni in ordine alla reale ed effettiva presa visione degli elaborati, onde verificarne l’integrità e la mancanza di segni di riconoscimento ed errori di sintassi che provocherebbero la bocciatura del candidato.

A nostro avviso, la correzione telematica reca una incostituzionale disparità di trattamento tra chi è stato corretto prima dell’emergenza coronavirus, dunque in una situazione di piena normalità, e verrà corretto dopo la sospensione delle correzioni dei candidati con modalità del tutto nuove.

Noi, come AIPAVV, avevamo fatto una semplice proposta al Ministro Bonafede: fermare le correzioni e procedere direttamente alla prova orale per i candidati della sessione 2019. Questa proposta è stata accolta dal Ministro dell’Università e della Ricerca, ma non dal Ministro della Giustizia.

Infatti, il Ministro Manfredi ha stabilito come, ai fini dell’abilitazione dell’esercizio di specifiche
professioni ,sia sufficiente sostenere, in ottemperanza al disposto dell’art. 33 c. 5 Cost., solamente una
prova orale, secondo le modalità cd. “a distanza”.

Ciò significa che l’aspirante commercialista, l’aspirante odontoiatra, l’aspirante ingegnere otterrà l’abilitazione soltanto sostenendo una prova orale. Il Ministro della Giustizia, dunque, non solo non ha ascoltato le istanze pervenute da una categoria importante, come quella dei praticanti avvocati, ma ha reso il nostro percorso ancora più tortuoso.

Infatti, non sappiamo, ufficialmente, se le attività di correzione siano riprese, non sappiamo in che modo vengono effettuate, non sappiamo, soprattutto, quando prenderemo conoscenza dei risultati. Si parla di Settembre inoltrato e con l’inizio degli orali già a partire dal mese di Ottobre.

Alla luce di queste considerazioni, il disposto normativo degli art.237 e 254 del Decreto Rilancio costituisce una discriminazione palese nei confronti degli aspiranti avvocati, sia perché le correzioni potrebbero protrarsi sine die e sia perché questo trattamento è stato riservato solo per la nostra categoria.

Noi non ci arrenderemo e fino a quando avremo forza chiederemo ad alta voce al Governo di trattarci non come aspiranti liberi professionisti di serie C, ma come una categoria che merita rispetto, che ha studiato e faticato molto per raggiungere l’agognata abilitazione.

Ci auguriamo che il Governo si ravveda e che ci dia ascolto. Voglio ringraziare, inoltre, tutti i Parlamentari e Europarlamentari che stanno lottando con noi e che stanno portando tutte le nostre istanze nelle sedi istituzionali.