Come richiedere il contributo a fondo perduto: a chi spetta e quanto

7 mesi fa
11 Giugno 2020
di redazione herald

Come richiedere il contributo a fondo perduto. Con il decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020 (decreto “Rilancio”) è stato introdotto il contributo a fondo perduto, previsto dall’articolo 25 del decreto. Questo contributo consiste appunto in una somma di denaro che viene erogata senza obbligo di restituzione.

A chi spetta il contributo a fondo perduto?

Il contributo spetta ai titolari di partita Iva, che esercitano attività d’impresa e di lavoro autonomo o che sono titolari di reddito agrario. Lo stesso è commisurato alla diminuzione di fatturato subita a causa dell’emergenza epidemiologica.

Quali sono i requisiti?

Il primo requisito è il conseguimento, nell’anno 2019, di un ammontare di ricavi o compensi non
superiore a 5 milioni di euro. Per ottenere l’erogazione del contributo a fondo perduto è inoltre necessario che sia presente almeno uno tra i seguenti requisiti:

1. ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019
2. inizio dell’attività a partire dal 1° gennaio 2019
3. domicilio fiscale o sede operativa situati nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi (sisma, alluvione, crollo strutturale), i cui stati di emergenza erano in atto alla data del 31 gennaio 2020 (data della dichiarazione dello stato di emergenza da Coronavirus). L’elenco di tali Comuni è riportato in appendice alle istruzioni del modello dell’istanza.

A chi non spetta?

C’è un elenco preciso di soggetti ai quali non spetta il contributo a fondo perduto.

Innanzitutto ai soggetti la cui attività sia cessata alla data di richiesta del contributo.

Ai soggetti che hanno iniziato l’attività dopo il 30 aprile 2020, con l’eccezione delle partite Iva aperte dagli eredi per la prosecuzione dell’attività dei deceduti.

Agli enti pubblici di cui all’art. 74 del Tuir. Agli intermediari finanziari e società di partecipazione di cui all’art. 162-bis del Tuir.

Ai professionisti e lavoratori dipendenti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria (cosiddette casse previdenziali).

Ai soggetti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27 (bonus professionisti) e 38 (bonus lavoratori dello spettacolo) del decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020 (cosiddetto decreto “Cura Italia”).

Quanto spetta per il contributo a fondo perduto?

Sul sito dell’agenzia dell’entrate si legge che l’ammontare del contributo è determinato applicando una diversa percentuale alla differenza tra l’importo del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’analogo importo del mese di aprile 2019.

Le percentuali previste sono le seguenti:
1. 20%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono inferiori o pari a 400.000 euro
2. 15%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano i 400.000 euro ma non l’importo di
1.000.000 di euro
3. 10%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano 1.000.000 di euro ma non l’importo di
5.000.000 euro.
Il contributo è comunque riconosciuto per un importo non inferiore a 1.000 euro per le persone
fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Come richiedere il contributo a fondo perduto

La richiesta per il contributo a fondo perduto va fatta con il modello e le istruzioni di compilazione
consultabili e scaricabili dal sito internet dell’Agenzia delle entrate. La richiesta potrà essere inviata dal primo pomeriggio del 15 giugno 2020, anche avvalendosi di un intermediario.

Essa va fatta attraverso il canale telematico Entratel oppure mediante un’apposita procedura web che l’Agenzia delle Entrate attiverà all’interno del portale Fatture e Corrispettivi del sito dell’Agenzia delle entrate.

I termini per la richiesta

Le istanze per il contributo a fondo perduto possono essere predisposte e inviate all’Agenzia delle
entrate a partire dal giorno 15 giugno 2020 e non oltre il giorno 13 agosto 2020. Per tutti gli approfondimenti consigliamo di consultare attentamente la guida online sul sito dell’Agenzia delle entrate.
Vedi anche: Cosa sono gli Stati generali convocati da Conte?