Giustizia, manca il personale negli uffici ma gli assistenti giudiziari ancora attendono l’assunzione

1 anno fa
27 Settembre 2019
di redazione herald

A quasi un mese dalla formazione del nuovo Esecutivo, il Conte bis ai appresta ad affrontare i temi presenti in agenda e la riforma della giustizia è tra questi.
L’obiettivo principale è il dimezzamento dei tempi dei processi ma il governo dovrà affrontare anche la prescrizione e, in particolare, la riforma del processo penale e di quello civile. Insomma, si ricomincia da capo.
A fine luglio, il Ministro Alfonso Bonafede aveva presentato in Consiglio dei Ministri il Ddl di riforma della giustizia che, la Lega aveva prontamente rispedito al mittente e la crisi di governo aveva fatto saltare il banco sul progetto che il titolare di via Arenula aveva elaborato.
Della riforma, resta in piedi, almeno per ora, ’entrata in vigore, il 1° gennaio 2020, della riforma della prescrizione, prevista dalla legge Anticorruzione, approvata nel dicembre 2018 e meglio conosciuta come “Spazzacorrotti”.
Il 12 settembre, il Guardasigilli, appena riconfermato, ha incontrato Andrea Orlando, vicesegretario del Partito Democratico ma suo predecessore a via Arenula. I due hanno affrontato il tema della prossima riforma della giustizia e il quadro che è emerso alla fine dell’incontro lascia ben sperare.
Entrambi avranno concordato sulla necessità di incrementare il personale negli uffici giudiziari.
Non potrebbe essere altrimenti dal momento che fu proprio Orlando a inaugurare, dopo anni di blocco del turn over e di spending review, nuove politiche assunzionali con l’indizione, nel novembre 2016, del concorso ad 800 posti per il profilo di assistente giudiziario la cui graduatoria, ad oggi, è l’unica di cui dispone il Ministero.
Una volta insediatosi a via Arenula, già nel giugno 2018, con il governo giallo-verde, Bonafede ribadì la necessità di dare continuità alle politiche assunzionali già avviate nella precedente amministrazione ed è stato di parola.
Il 13 giugno scorso ha varato un piano assunzionale ambizioso che, per il prossimo triennio, prevede il reclutamento di 8.661 unità di personale amministrativo.