Allarme Febbre del Nilo, sette ricoveri a Lodi nel reparto di Neurologia

3 mesi fa
18 Agosto 2020
di redazione herald

Febbre del Nilo, sette ricoveri a Lodi. Sono sette le persone ricoverate all’Ospedale Maggiore di Lodi affette da febbre del Nilo, altrimenti detta West Nile Disease. A comunicarlo è l’Ats, che ha spiegato come sia stata avviata una campagna di disinfestazione contro le zanzare nei comuni coinvolti.

I pazienti affetti da febbre del Nilo vengono tutti da comuni nei dintorni di Lodi. Cinque di queste persone hanno una infezione che i sanitari hanno giudicato come seria. C’è poi il caso di un uomo di 72 anni, che è stato colpito da meningo encefalite.

Allerme Febbre del Nilo a Lodi: disposta la disinfestazione

Quest’ultimo paziente, adesso, si trova nel reparto di rianimazione viste le pericolose complicazioni. Il sindaco di Lodi, Sara Casanova, ha spiegato che l’Ats aveva individuato zanzare positive già nelle scorse settimane nella zona della Bassa e a Borghetto.

Le autorità sanitarie, dunque, si aspettavano la possibilità di casi di febbre del Nilo tra persone. Una serie di comuni, adesso, si trova in allerta. Si tratta di San Martino, Massalengo, Graffignana, Borghetto, Vidardo , Casaletto e nella Bassa.

In tutti questi ultimi comuni è scattata la disinfestazione. I pazienti sono giunti in Ospedale con sintomi riconducibili alla malattia. Essi presentavano mal di testa, febbre, nausea, vomito e sfoghi cutanei. Uno di loro presentava anche mielite.

Come si trasmette la febbre del Nilo

La febbre del Nilo non si trasmette da persona a persona, ma soltanto mediante la puntura della culex, un tipo di zanzara presente nella zona della pianura padana. Proprio in quest’area, nel corso degli anni, sono stati registrati casi gravi, finanche mortali. Le zone più colpite sono Lodi, Mantova e Pavia.

La febbre del Nilo appartiene a un virus isolato in Uganda per la prima volta nel 1937. La sua diffusione avviene prevalentemente in Africa (soprattutto in Egitto), in India e in Medio Oriente. Nel corso degli anni Novanta del secolo scorso, si presentarono i primi focolai pericolosi.

In particolare, i focolai più importanti furono registrati in Algeria e in Romania. Ben presto arrivò anche negli Stati Uniti, in particolare a New York. Nel 2012, negli Stati Uniti una epidemia virale di febbre del Nilo provocò 286 vittime.

I sintomi più gravi

Le complicazioni neurologiche gravi, si verificano in meno del 15% dei casi. Solitamente, ad essere colpiti da sintomi gravi, sono soggetti anziani e immunodepressi.  Le complicazioni possono essere anche neurologiche, come meningite asettica, encefalite o meningoencefalite.

I sintomi più diffusi nei pazienti con disturbi neurologici sono febbre alta, forte cefalea, senso di estrema debolezza, paralisi flaccida, alterazione dello stato mentale e dello stato di coscienza, confusione mentale, disorientamento, tremori, convulsioni, stupore e, nei casi più gravi, il coma.

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