Nei tribunali c’è bisogno di personale ma il governo tarda con le assunzioni

6 mesi fa
7 Maggio 2020
di redazione herald

I tribunali, la digitalizzazione e le assunzioni. Obbligo di restare a casa e spostamenti vietati se non per necessità. In poche parole, un Paese fermo che, da due mesi, sta combattendo contro un nemico insidioso. Dopo una lunga fase di lockdown, l’Italia si avvia verso una lenta e graduale ripresa che sarà tutt’altro che facile. Nonostante il grave periodo di emergenza e i posti vacanti nel settore giustizia, il governo ancora tarda nelle nuove assunzioni.

La fase 2 e lo smart working

La fase due mette ancora una volta al centro lo smart working, attraverso il quale il Governo ha disposto che venissero garantiti i servizi indifferibili. Poco utilizzato nella pubblica amministrazione, è divenuto uno strumento destinato ad avere un ruolo centrale anche nella fase della ripresa.

L’impiego dello smart working ha consentito la garanzia dei servizi essenziali ma ha messo in evidenza i limiti di alcuni comparti come quello della giustizia. L’emergenza Covid ha portato alla luce le possibilità legate ad una giustizia digitale ma ha messo in evidenza le inefficienze di un sistema già carente.

Il lavoro agile, però, non può essere la panacea di tutti i mali della pubblica amministrazione e, tantomeno, del nostro sistema giudiziario. Che la macchina giudiziaria abbia bisogno di una riforma strutturale è un dato oggettivo.

Emergenza coronavius: la digitalizzazione non è bastata

L’emergenza in atto ha costretto ad altre riflessioni che riguardano la digitalizzazione e la necessità di ripensare alcuni procedimenti interni al settore. La giustizia al tempo del Coronavirus è una giustizia ferma e il ponte sospensionale disposto fino all’11 maggio, ha determinato la paralisi di ogni attività.

La conseguenza più immediata, che si sta già manifestando, è l’aumento dell’accumulo dei carichi di lavoro, difficili da smaltire già in condizioni ordinarie. La situazione è resa ancora più grave dal fatto che, nel settore penale, il personale non è in grado di adempiere a determinati atti.

Le forme di lavoro agile, non consentono il collegamento da remoto ai registri informatici e i dipendenti non possono eseguire le mansioni a loro attribuite. Nonostante i presidenti dei tribunali si stiano attrezzando per programmare le attività all’indomani dell’11 maggio, le udienze rinviate al 2021 sono già molte.

Forse, quelle riflessioni che riguardano la possibilità di riorganizzare il sistema giustizia sarebbe il caso di farle fin da subito, prima che sia troppo tardi. Non si può pensare ad una riforma complessiva senza tenere conto della centralità del ruolo svolto dal personale.

La necessità di nuove assunzioni nei tribunali

In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, i presidenti delle corti d’appello hanno sottolineato la necessità di nuove assunzioni. L’emergenza Covid-19 ha sparigliato le carte mettendo ulteriormente in rilievo le criticità di un sistema in caduta libera. Il processo di digitalizzazione non è mai partito perché non esiste un’infrastruttura idonea dal momento che in alcuni tribunali mancano connessioni e strumentazioni informatiche.

Si è voluto far credere che la remotizzazione potesse essere parte della soluzione ma ciò che è mancata è stata una programmazione sulle modalità della ripartenza. Le gravi carenze di personale amministrativo restano le criticità più evidenti alle quali si aggiungono i pensionamenti che, per il 2020, si annunciano numerosi. La fase della ripresa dovrebbe coincidere con l’opportunità di riorganizzare completamente
il sistema giudiziario, partendo dalle fondamenta e cioè da nuove assunzioni.

Assunzioni nei tribunali: restano in attesa gli 838 assistenti giudiziari

In attesa che i concorsi indetti dal Ministero possano riprendere, c’è già a disposizione un’unica graduatoria, quella degli 838 idonei assistenti giudiziari. Oltre al rallentamento dell’attività degli uffici a seguito della pandemia, nei prossimi mesi, infatti, la giustizia sarà interessata da numerosi pensionamenti.

Pertanto, l’urgenza, non più rinviabile, è quella di ripartire proprio da queste assunzioni. Nel dibattito sulla giustizia, la centralità del personale amministrativo, poco valorizzato ma che sta permettendo ad un sistema di andare avanti, è stata scarsamente considerata.

Per questo, sarebbe opportuno dare al comparto la dignità che merita attraverso la definizione di un modello di giustizia che parta dal rafforzamento degli organici. L’emergenza attuale, potrebbe rappresentare l’occasione per ridefinire i settori strategici di un sistema che è anche un pilastro fondamentale della nostra economia. Leggi anche: Tfa Sostegno 2020, libri consigliati, dove studiare, tutte le news.
Di Emanuela Coronica.