L’estate del coronavirus, i balneari: la spiaggia non può essere un Ospedale

6 mesi fa
23 Aprile 2020
di salvatore di rienzo

L’estate del coronavirus è alle porte, ma vige ancora una profonda incertezza sul tipo di stagione che sarà. Il virus andrà via? Andremo al mare in mascherina con gli ombrelloni distanziati? Nessuno può rispondere con certezza a queste domande. Ma abbiamo provato a fare il punto della situazione con Riccardo Borgo, presidente onorario del Sindacato Balneari e proprietario del Lido La Bussola a Bergeggi, in Liguria.

Estate del coronavirus: Il 50% degli stabilimenti doveva essere pronto il 25 aprile

L’estate, innanzitutto, per uno stabilimento balneare inizia molto prima che i primi clienti arrivino in spiaggia. Il lavoro di manutenzione e organizzazione delle strutture è lungo e faticoso. Oggi gli stabilimenti si ritrovano a dover preparare la spiaggia senza certezze e notevoli incognite. “Faccio una premessa – spiega Borgo -. Il 50% dei nostri stabilimenti balneari sarebbe stato pronto ad aprile, per sabato 25. Questo da la misura di come è cambiato il nostro mondo. Oggi invece stiamo cominciando ad annusare la spiaggia. Questo per dare un’idea della situazione. Si inizia fare qualche lavoretto, ma non sapendo con esattezza quando si potrà cominciare ci fermiamo alle cose essenziali“.

Il problema di fondo dei balneare: il governo deve dare la certezza dell’impresa

In questo momento, per i balneari – come per molte altre categorie – è fondamentale avere input precisi dal governo. “Per noi balneari c’è un problema di fondo. Che non riguarda il coronavirus. Ci sono tantissimi nostri associati che non hanno la certezza dell’impresa. C’è una legge dello Stato che proroga le nostre concessioni al 31/12/2033, ma molti comuni non hanno attuato ancora questa norma. Ciò rende ancora più problematica la situazione di molti imprenditori balneari.

Mancati guadagni da Covid-19 e incertezza dell’impresa è un mix inaccettabile

“Affrontare l’incertezza del virus – spiega il presidente onorario del sindacato balneari – , che porterà mancati guadagni, insieme all’incertezza dell’attività d’impresa è un mix inaccettabile. Il governo deve mettere in sicurezza immediatamente tutte le concessioni demaniali. In questo modo si da una vera mano al comparto, che è pronto al sacrificio di un’estate diversa, ma deve almeno avere la certezza che potrà rifarsi negli anni futuri. Con la dovuta serenità della certezza dell’impresa sapremo affrontare questo periodo.”

Estate del coronavirus: Sarà una stagione di transizione per i balneari

Quest’anno non avremo l’ansia di guadagnare. Sappiamo che sarà un anno pesante, nel quale se pareggiamo i conti saremo già stati fortunati. Faremo finta che tutti i fine settimana abbia piovuto. Ma almeno voglio regole certe dal governo. Innanzitutto sulle garanzie degli anni futuri e in secondo luogo su regole chiare per la prevenzione dell’epidemia in spiaggia“.

Il lavoro de ministero della Salute per l’estate 2020

Ma cosa sta facendo il governo per affrontare l’estate del Covid-19? “Il ministero della Salute sta lavorando a regole di carattere generale, che poi le Regioni dovranno adattare ai territori. Certo loro dovranno dirci precisamente quali regole adottare.

L’appello ai virologi: si chiarisca che mare e sabbia fanno bene e non sono un pericolo

Il rapporto tra estate, spiaggia e coronavirus va chiarito anche dalla scienza. “Occorre che la scienza chiarisca che il mare è un fattore positivo e non negativo per l’epidemia. Allo stesso modo la sabbia non rappresenta nessun problema. Se mancano questi due pilastri, sabbia e mare, per uno stabilimento balneare diventa impossibile lavorare. Vogliamo rispettare tutte le regole, ma bisogna chiarire in maniera netta questi aspetti. Fare un bagno non porta problemi, anzi: forse è meglio che stare a terra. L’idea che vorremmo dare è quella di una spiaggia come posto sicuro. Sappiamo anche che c’è bisogno di tempo: magari tra un mese la situazione sarà migliorata e le regole potrebbero essere meno restrittive anche per la spiaggia.”

La spiaggia è un posto sicuro e non può essere un Ospedale

Ma che estate sarà questa del Covid-19? “Siamo pronti a sensibilizzare ulteriormente i nostri clienti. Che hanno già acquisito una grande maturità. Certo la spiaggia non può essere medicalizzata e ospedalizzata. Siamo tuttavia pronti ad applicare le regole necessarie. Purché siano chiare e precise. La spiaggia, secondo noi, rappresenta il primo passo verso un ritorno alla normalità.”

Estate del coronavirus: Il governo ci aiuti sui dipendenti

C’è anche un problema che riguarda i dipendenti degli stabilimenti balneari che merita attenzione dal governo. “Noi investiamo molto sui nostri dipendenti. Ed è già difficile per un comparto che lavora soltanto in una parte dell’anno.  Oggi questo è un problema, perché non riusciamo a garantire loro il rapporto di lavoro. Oggi io avrei cinque dipendenti a lavoro, ma siamo ancora fermi. È chiaro che questa situazione comporti mancati introiti per noi ed evidenti difficoltà anche per i dipendenti.

Il supporto nei loro confronti, da parte degli imprenditori balneari, comunque non sta mancando. “Li stiamo comunque cercando di supportare, aiutandoli a fare richiesta per i bonus del governo e cercando di sostenerli al meglio. Anche qui lo Stato dovrebbe intervenire. Noi vorremmo riuscire ad assumere i nostri dipendenti, senza la spada di Damocle che se non riapriamo dobbiamo supportare anche i loro costi. Sotto questo punto di vista la Liguria ha avuto una buona idea, con incentivi per chi garantisce i propri lavoratori“.
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