Azzolina, ok alle supplenze senza laurea: chi le potrà fare? Stop alla Mad

3 mesi fa
20 Luglio 2020
di redazione herald

Azzolina, ok a supplenze senza laurea. Le scuole materne ed elementari potranno accogliere come supplenti gli studenti in Scienze della formazione primaria se non si troveranno supplenti già laureati e abilitati per lo stesso ruolo. A prevederlo sono le nuove Graduatorie provinciali per le supplenze (Gps), istituite con ordinanza del Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina lo scorso 13 luglio.

Azzolina, ok a supplenze senza laurea: come funziona

Supplenti senza laurea? Chi potrà insegnare? A beneficiare di questa possibilità saranno gli studenti di in Scienze della formazione primaria iscritti al terzo, quarto o quinto anno. Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha spiegato che “sono studenti già in possesso delle competenze derivanti dallo svolgimento del tirocinio”.

La scelta ha ricevuto molte critiche. “Penso che questo Paese debba assolutamente dare la possibilità ai giovani di lavorare, se vanno all’estero ci lamentiamo, se restano a casa ci lamentiamo. Questi giovani lavoravano già, la Lombardia è una delle Regioni che ha più supplenze per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria. Non è una novità, noi lo abbiamo semplicemente messo all’interno di graduatorie.”

Supplenze senza laurea, stop alla messa a disposizione

Le segreterie, quindi, non dovranno più far riferimento alla messa a disposizione. “Questo faciliterà le segreterie – ha continuato – che non dovranno più avere a che fare con le Mad, dichiarazioni di Messa a disposizione, ed impazzire dietro le Mad e daremo da lavorare a persone che hanno scelto di fare l’insegnante, che hanno fatto un percorso che era a numero chiuso. Persone preparate con passione e amore per la scuola. E’ un passo in avanti”.

La Cisl, ha considerato la scelta del ministro “sensata e opportuna”. “Si gestisce una situazione di emergenza –  ha detto Maddalena Gissi segretaria della Cisl Scuola – i laureandi non entrano a far parte delle graduatorie ma di una fascia distinta ed aggiuntiva utilizzabile solo in subordine quando non sia più possibile attingervi per mancanza di aspiranti. In fondo è quanto oggi avviene con le cosiddette Mad, messe a disposizione”.

Preoccupano i ritardi delle graduatorie

Ma a preoccupare sono i ritardi in piena estate per l’organizzazione delle graduatorie. “Il tempo per la verifica delle domande è talmente limitato – scrive la Cisl – che risulterà insufficiente anche ipotizzando il ricorso alla collaborazione con le scuole. Peraltro queste ultime si trovano con il personale assunto a tempo determinato ormai licenziato al 30 giugno e quello ancora in servizio in ferie da consumarsi, per legge, entro il 31 agosto.”

“Ovviamente anche il personale di ruolo sarà coinvolto dalle ferie”, ha precisato Maddalena Gissi. Non sarà facile, quindi, avere graduatorie pronte per settembre. “Insomma, comunque la si voglia vedere, il personale docente difficilmente potrà essere in cattedra per il 14 settembre e men che meno per il 7 settembre per le operazioni di recupero o potenziamento. La continuità didattica rischierà di essere interrotta in qualsiasi momento, a causa delle rettifiche ai punteggi e alle posizioni in graduatoria”, ha continuato la Gissi.

Le posizioni di Uil e Cigl

Anche la Uil scuola ha fatto sentire la propria voce. “Con un colpo di spugna viene modificato il regolamento supplenze e si modificano le tabelle di valutazione intervenendo su criteri e punteggi. Punteggi già cristallizzati che invece verranno modificati a danno dei docenti che, in tanti casi, vedranno i propri modificati con un totale sconvolgimento delle posizioni in graduatoria.”

“Un provvedimento che coinvolgerà oltre un milione di aspiranti – continua la Uil – , che in piena estate, si appresteranno a produrre domanda di inserimento/aggiornamento. Di certo la Ministra non ha scelto il momento giusto per cercare di semplificare le procedure di aggiornamento delle graduatorie”.

Per Flc Cgil, invece, “il confronto è avvenuto con tempi troppo stringati, avremmo dovuto essere convocati per tempo per poter affrontare in maniera più attenta tutti i profondi cambiamenti proposti nell’ordinanza, ci sono stati dei passi avanti ma su diverse questioni siamo contrari”.

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