L’Università dopo il coronavirus: lauree abilitanti e niente plexiglass

6 mesi fa
8 Giugno 2020
di redazione herald

Come sarà l’Università dopo il coronavirus? “Sono convinto che tutte le università italiane saranno in presenza e stiamo lavorando in questa direzione, però con la capacità di fare anche un’offerta a distanza in maniera tale da non lasciare nessuno studente indietro. Ci vuole flessibilità”. Sono le parole del ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, intervenuto a Sky Tg.

Come sarà l’Università dopo il coronavirus? Parla il ministro Manfredi

Qualcuno ipotizza la presenza di pannelli in plexiglass all’interno delle aule universitarie. “Non credo e non ci stiamo proprio pensando – ha spiegato Manfredi-. Stiamo lavorando su una maggiore disponibilità di aule, su una maggiore rotazione degli studenti e su un allungamento dell’orario. Questo è possibile farlo nelle università che hanno una didattica molto più flessibile rispetto alla scuola. Sarà un sistema basato su una diversa organizzazione”.

Durante i mesi più critici dell’emergenza, “c’è stato un grosso impegno per fare in modo che subito tutta la didattica fosse portate a distanza”. Il ministro spiega che “nel giro di una settimana più del 95% degli insegnamenti sono stati erogati a distanza.”

L’università ha risposto bene al Covid-19

La risposta dell’Università italiana al Covid è stata positiva. “In una situazione di emergenza i risultati li considero molto positivi”. “Dai dati che abbiamo – continua Manfredi -, sia in numero degli esami che il numero dei laureati non è cambiato rispetto allo scorso anno”, ha spiegato. Molte università, infatti, si sono organizzate con le lauree online per combattere il coronavirus.

Il sacrificio di molte attività c’è comunque stato. “Si è dovuto sacrificare qualcosa, come le materie progettuali o sperimentali che hanno dovuto rinunciare alle attività in presenza”. Ma secondo il ministro “complessivamente l’Università non si è fermata e il giudizio degli studenti è un giudizio sostanzialmente positivo, sebbene ci sia stato qualche problema legato al digital divide”.

Poi qualche considerazione sugli esami di accesso alle professioni. “L’esame di Stato per l’accesso alle professioni è previsto dalla Costituzione, quindi non è un esame che si può abolire.” L’accesso alle professioni, secondo Manfredi, è un aspetto cruciale sul come sarà l’Università dopo il coronavirus.

La laurea sarà abilitante

“Il percorso che stiamo facendo, iniziato con medicina, è di trasformare le lauree in lauree abilitanti”, ha spiegato il ministro. In questo modo l’esame di laurea sarà “contemporaneamente anche un esame di Stato per l’accesso alla professione”.

“Questo significa che la parte di tirocinio verrà fatta durante il percorso di studi e che poi l’esame di laurea avrà anche la partecipazione dei rappresentanti degli Ordini professionali. È mia intenzione allargare il numero di lauree abilitanti e presenterò a breve un progetto di legge.”

Secondo Manfredi il percorso di studi deve essere di per sé già completo e sufficiente per l’accesso alla professione. “Mi auguro che già dal prossimo anno i percorsi universitari di alcune professioni, come odontoiatria, farmacia e veterinaria, possano essere abilitanti”.
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