Assunzioni assistenti giudiziari, tutte le novità

1 anno fa
1 Luglio 2019
di redazione herald

È stata ufficializzata la convocazione dei 503 idonei assistenti giudiziari che, dal 2 al 4 luglio, saranno chiamati alla scelta della sede. Proprio la programmazione assunzionale e la verifica dei fabbisogni del personale giudiziario sono stati i temi al centro di un incontro sindacale che si è tenuto a via Arenula, il 25 giugno scorso.
Alla riunione erano presenti, il Sottosegretario alla Giustizia, Vittorio Ferraresi, il Capo Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi, Dott.ssa Barbara Fabbrini, il Direttore Generale della Direzione del Personale e della Formazione del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, Dott. Alessandro Leopizzi, il Direttore Generale della Direzione del Bilancio e della Contabilità del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi, Lucio Bedetta e tutte le organizzazioni sindacali.
Nel corso dell’incontro è stato presentato il piano triennale di assunzioni di 8.135 unità che prevede 2.700 posti per il profilo di cancelliere esperto e l’esaurimento integrale della graduatoria per quello di assistente giudiziario.
Inoltre sono previsti 237 assistenti tecnici, 300 operatori giudiziari, 100 conducenti, 400 direttori, 2.300 funzionari giudiziari, 308 funzionari tecnici e 40 dirigenti di seconda fascia.
Infine, sono stati annunciati 2.550 passaggi interni di area e, più precisamente, 300 posti da commesso ad operatore giudiziario e 2.250 da cancelliere a funzionario giudiziario tramite scorrimento graduatoria ex art. 21 quater.
La Federazione Confsal-Unsa, pur prendendo atto dell’impegno assunto dal Ministero, tuttavia, ha sottolineato che lo stesso è ancora insufficiente a colmare i reali fabbisogni dei lavoratori della giustizia.
La necessità è quella di affiancare ad un piano assunzionale, un progetto che consenta la valorizzazione del personale mentre sui contenuti del piano triennale, Cgil Fp, Cisl Fp e Uilpa, hanno espresso forte disappunto. Contestano la mancata utilizzazione dello strumento del fabbisogno fondamentale per la rimodulazione degli organici e per la riqualificazione di tutto il personale.
Nel corso dell’incontro con i sindacati, il Sottosegretario Ferraresi ha fornito comunicazioni anche su riqualificazioni, progressioni economiche, contrattazione sulla mobilità, interpelli e sulla prossima convocazione per la chiusura del Fondo Unico di Amministrazione 2018.
La risposta delle rappresentanze sindacali non si è fatta attendere.
In una lettera aperta a Ferraresi, che a margine della riunione del 25 giugno si era detto orgoglioso dell’impegno assunto dal Ministero in materia di politiche assunzionali, i sindacati hanno manifestato tutto il loro disappunto confermando lo sciopero del 28 giugno.
Insomma, la coperta è ancora troppo corta.
Il solo piano assunzionale non basta poiché è necessario che esso venga supportato da politiche attive che puntino alla valorizzazione e al riconoscimento di chi, già da anni, opera negli uffici giudiziari, peraltro, tra mille difficoltà.
Il divario tra quanto si intende fare e quanto c’è ancora da fare è ancora molto ampio.
La giustizia italiana è ancora troppo debole per poter essere all’altezza dei parametri degli altri Paesi dell’Unione Europea e d’altro canto, la Commissione Europea non perde occasione per farcelo notare.
Nell’ultimo report, diffuso il 5 giugno scorso, sotto la lente di ingrandimento di Bruxelles, oltre a Reddito di Cittadinanza e Quota 100, è finita anche la giustizia italiana per la quale si ritiene che il programma nazionale di riforma 2019, che si basa sul contratto di governo, non contenga nuovi e importanti impegni, limitandosi a confermare le misure già assunte come la riforma del processo civile. In particolare ”l’investimento sul capitale umano è un pre-requisito per stimolare gli investimenti pubblici e privati”.
Tornando tra i confini nostrani, gli appelli che giungono quotidianamente alla stampa da parte di presidenti di tribunali e corti d’appello ci consegnano il ritratto di una giustizia poco efficiente. Un gigante con i piedi di argilla e con il fiato molto corto.
L’assunzione dei 903 assistenti giudiziari, di cui i 503 che prenderanno servizio il prossimo 25 luglio rappresentano un primo blocco, sicuramente contribuirà a dare ossigeno al nostro sistema giudiziario anche se non basterà.
Le tempistiche sono e restano fondamentali e, dunque, il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari continuerà a battersi affinché anche i 400 possano entrare al più presto, esattamente come i 600 e i successivi 297, autorizzati dal DPCM del 20 giugno 2019.
Siamo l’unica graduatoria di cui il Ministero della Giustizia dispone. Tanto vale partire dal suo scorrimento totale, ormai ufficiale, è vero, ma con tempi più veloci.
Attendere ancora non ha più senso.

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