Zangrillo: su coronavirus non si dice la verità, situazione negli ospedali è un’altra

2 mesi fa
8 Maggio 2020
di redazione herald

La verità sul coronavirus. Il Dottor Alberto Zangrillo, primario del reparto di terapia intensiva del ‘San Raffaele’ di Milano, è intervenuto a Porta a Porta, ospite di Bruno Vespa, per parlare della situazione coronavirus negli ospedali italiani. Il dottor Zangrillo ha criticato duramente la gestione attuale del coronavirus in Italia. A suo avviso, come di molti altri suoi colleghi, la situazione di fatto è profondamente mutata.

 

Coronavirus, i tempi per la riapertura: in Italia non si ascolta chi è in prima linea

Il conduttore Bruno Vespa ha sollecitato Alberto Zangrillo, sui tempi della riapertura. “Sono certo che questi tempi stanno maturando molto velocemente. Quello che manca secondo me in Italia è sentire il parere di chi è stato in prima linea. Di chi ha conosciuto il contagio e questo tipo di malattia nella sua forma peggiore.”

Secondo il primario “l’errore più imperdonabile sarebbe quello di attrezzarsi  pensando di costruire terapie intensive. La terapia intensiva è il fallimento della terapia di ogni malattia e soprattutto di questa. Noi dobbiamo agire prima.”

Zangrillo crede anche la Lombardia è già pronta per ripartire: “Abbiamo disegnato un quadro che sviluppa una triangolazione ideale tra istituzione ospedaliera, tra l’agenzia per la tutela della salute e i medici di base. È indubbio che due mesi e mezzo fa non avevamo tutta questa organizzazione. Ma è molto importante la tempestività.”

 

Sul coronavirus non si dice la verità

“Troppo poco spesso in Italia vengono ascoltati i medici – spiega il primario -. Io vedo che molto spesso vengono ascoltati i matematici che disegnano delle curve. Quello che io voglio dirvi è che sono circa 21 giorni che non c’è un malato che arrivi nella mia terapia intensiva. La mia terapia intensiva è di riferimento. Questo qualcosa vuol dire. Non siamo in grado di dire se il virus si stia attenuando.”

“È possibile che il virus si adatti all’organismo umano e si stia modificando. Certo, non lo possiamo dimostrare. Ma non possiamo nemmeno stare fermi. Abbiamo ora la possibilità di mettere in atto tutte quelle misure che nell’emergenza non abbiamo potuto adottare.”

 

I pazienti si possono curare a casa: ma dobbiamo curare anche gli altri

“Quindi la cura a domicilio – continua Zangrillo – e il riferimento all’istituzione ospedaliera tempestivamente. Perché se un malato lo curi tempestivamente lo puoi curare con efficacia. Altrimenti no.”

“Francamente sono molto amareggiato dal continuare a sentir parlare e denunciare il numero dei morti e dei contagiati. Con tutto il rispetto per le persone che ho visto morire, non ha alcun senso. Anche perché non dimentichiamoci che mentre stiamo parlando, stiamo trascurando altri pazienti che hanno altre malattie. Dobbiamo ripartire e curare anche quei pazienti con altre patologie che possono determinare un numero di morti infinito.”

 

La verità sul coronavirus: l’opinione di Massimo Ciccozzi

Massimo Ciccozzi, Epidemiologo dell’Università Campus Biomedico di Roma, avalla le parole del dottor Zangrillo. “Il virus in un primo momento ha fatto danni importanti. Poi piano piano continua a mutare e queste mutazioni che chiamiamo ‘transienti’ lo adattano sempre di più a noi. Alla fine noi ce lo troviamo come un compagno di viaggio, che ci accompagnerà nei prossimi anni. Allora lì il vaccino può essere importante. Come ci vacciniamo tutti gli anni per l’influenza, ci vaccineremo per il coronavirus.”

Ma secondo l’epidemiologo “non sarà aggressivo come lo è stato all’inizio. Proprio per questa attenuazione che lo fa adattare. Molto abbiamo fatto noi col distanziamento sociale. Abbiamo fatto in modo che infettasse sempre di meno. Mutava ma non infettava più di tanto. Questo connubio è stato fondamentale.”

 

Zangrillo sull’indice letalità: non si dice la verità

“Quando si indica un indice di letalità che ha come denominatore il numero dei contagiati che è assolutamente sottostimato, oltre a creare panico, non si dice la verità. Al di là dei numeri bisogna vedere quello che sta accadendo negli ospedali italiani. Prima il senatore Salvini faceva riferimento (era presente in studio a Porta a Porta n.d.r.)  alle tante terapie intensive, in realtà non è così. In realtà non è così. Quelle relative alle infezioni da coronavirus le stiamo smaltendo.”

 

Dinamici nella riapertura come siamo stati progressivi sulla chiusura

“Noi abbiamo due tensostrutture – prosegue il primario – costruite a tempo di record che si stanno liberando. Poi dobbiamo essere dinamici nella fase di riapertura così come siamo stati progressivi nella fase di chiusura. Però così come siamo stati drammaticamente obbligati a chiudere tutto repentinamente per affrontare l’onda d’urto, dobbiamo essere molto di buon senso a riaprire in coerenza con quelle che sono le evidenze scientifiche. Che non sono solo quelle delle proiezioni, ma sono anche quelle delle osservazioni cliniche quotidiane.” Sul sito Raiplay puoi trovare la trasmissione completa. Vedi anche: Intervista a Giulio Tarro: l’uomo che da mesi parla di terapia al plasma. Coronavirus, dove ha sbagliato l’Italia: parla il Pres. dell’Ordine dei Biologi.