Spostamenti dal 18 maggio, cosa si potrà fare? Il decreto 15 maggio

8 mesi fa
16 Maggio 2020
di redazione herald

Spostamenti dal 18 maggio. Quali sono le novità del decreto legge del 15 maggio? Cosa si potrà fare? È consentito lo spostamento tra regioni? Si può circolare senza autocertificazione? Andiamo con ordine.

Il governo, con il decreto legge del 15 maggio,  ha delineato una serie di regole di base, che operano dal 18 maggio al 31 luglio 2020. Nell’ambito di queste regole di massima, Regioni e Comuni potranno disciplinare, laddove necessario, con ulteriori restringimenti.

Spostamenti dal 18 maggio, cosa si potrà fare? Gli spostamenti nella propria Regione diventano liberi

A partire dal 18 maggio 2020, spiega il comunicato del governo, gli spostamenti delle persone all’interno del territorio della stessa regione non saranno più soggetti a limitazioni. Non sarà più necessario produrre l’autocertificazione, quindi, per spostarsi nella propria Regione.

Si lo Stato che le Regioni, nondimeno, si riservano di adottare misure più restrittive in determinate aree, qualora vi fosse una pericolosa ripresa del contagio.

Divieto di spostamento tra regioni fino al 2 giugno

Fino al 2, resterà in vigore il divieto di spostamento da regione a regione. È fatta salva, naturalmente, la deroga per i motivi di lavoro, di assoluta esigenza e motivi di salute. In Campania, il governatore Vincenzo De Luca ha già annunciato che ci saranno severi all’ingresso in Regione. Vedi Campania chiusa anche dopo il 18 maggio.

Spostamenti dal 18 maggio: Divieto di assembramento e funzioni religiose

Nel comunicato stampa ufficiale, il governo ha ribadito che resta “vietato, l’assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.” Quando alle funzioni religiose, queste si potranno svolgere “nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni, contenenti le misure idonee a prevenire il rischio di contagio.”

Ripresa delle attività economiche e produttive

Il decreto legge del 15 maggio, ha stabilità che la ripresa di attività economiche, produttive e sociali, deve “svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida”. A tal fine, detti protocolli devono essere “idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali.”

Il governo, in altre altre parole, ha demandato alle Regioni la gestione dei protocolli per la riapertura degli esercizi pubblici. Tutto ciò, come spiega il governo, fermo restando che in “assenza di quelli regionali trovano applicazione i protocolli o le linee guida adottati a livello nazionale.” Vedi anche: Decreto rilancio, cosa prevede?