Coronavirus, quando sarà pronto il vaccino? Lo spiega Oxford

6 mesi fa
21 Luglio 2020
di redazione herald

Coronavirus, quando sarà pronto il vaccino? Si tratta di una domanda alla quale cerca risposta tutto il mondo. Tra le diverse sperimentazioni, di sicuro quella del vaccino di Oxford e Pomezia promette abbastanza bene.

Parliamo della collaborazione tra Irbm di Pomezia, con la sua divisione vaccini Advent Srl, e lo Jenner Institute dell’Università di Oxford (Regno Unito). La collaborazione riguarda il siero anti-Sars-Cov-2, dal nome provvisorio ‘ChAdOx1 nCoV-19’. Ma quando sarà pronto il vaccino? Da Oxford hanno provato a rispondere.

Coronavirus, quando sarà pronto il vaccino? Lo spiegano da Oxford

“É possibile ma non certo”, hanno spiegato da Oxford, che il vaccino per il Covid-19, di cui sono stati pubblicato i primi risultati del test, sia disponibile entro quest’anno. Ad affermarlo è Sarah Gilbert, una delle principali ricercatrici dell’Università anglosassone, intervenendo alla radio della Bbc.

La prima fase della sperimentazione, come hanno scritto i ricercatori su Lancet, ha mostrato una buona risposta immunitaria dopo due dosi, che non cala dopo quasi due mesi. Le prossime sperimentazioni, come riporta l’Ansa, verranno effettuate su un numero maggiore di persone. Attraverso queste si dovrà testimoniare che ci sia una protezione effettiva dal coronavirus.

Quando funziona veramente il vaccino

“La fine dell’anno per la distribuzione del vaccino è una possibilità” spiega Sarah Gilbert. Ma di certo, affermano da Oxford, non c’è alcuna certezza. “Non c’è assolutamente certezza” spiega la ricercatrice. Il motivo è chiaro e spiega anche cosa deve accadere per la buona riuscita del vaccino.

“Devono avvenire tre cose: il vaccino deve funzionare anche nei prossimi test, deve essere prodotto in grande quantità e le agenzie regolatorie devono approvarlo per un uso di emergenza.” Secondo la ricercatrice, è indispensabile che “tutte e tre queste cose devono avvenire contemporaneamente per vedere un gran numero di persone vaccinate”.

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