Economia

Turismo e Covid, l’Austria senza italiani perde 3 milioni di pernottamenti

di  Redazione Herald  -  22 Maggio 2020

Turismo, l’Austria senza italiani. A chi conviene? “Per una vera ripartenza dell’Italia e del sistema turismo nel suo complesso è necessario che le riaperture dei confini siano bilaterali”.  Sono le parole del Presidente della Provincia autonoma Arno Kompatscher a margine della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.

Kompatscher sa perfettamente quanto sia importante, per il turismo altoatesino e di tutta l’Italia, il ritorno delle presenze straniere. Non è passata inosservata, infatti, la chiusura del cancelliere austriaco Kurz, ha rinviato l’apertura delle frontiere con l’Italia e lanciato una stagione turistica “made in Austria”, puntando sui flussi tedeschi.

 

Serve solidarietà europea

Arno Kompatscher ha invocato “uno spirito di solidarietà europea che dovrebbe superare ogni idea protezionista”. Il riferimento, appunto, è alle politiche protezioniste austriache “che purtroppo si stanno palesando da parte di alcuni Paesi europei”.

 

Il turismo in Austria senza italiani, a chi conviene?

Ma se gli austriaci sono da sempre nostri ospiti, allo stesso modo gli italiani rappresentano una quota importante del turismo in Austria. Solo nel 2018, infatti, gli turisti italiani che si sono recati in viaggio in Austria sono stati 1.098.950.

Secondo i dati di infoMercatiesteri, i pernottamenti degli italiani in Austria nel 2018 (ultimi dati disponibili) sono stati 2.862.824. Una incidenza di non poco conto, considerando che il turismo in Austria vale il 9% del prodotto nazionale lordo.

A chi conviene chiudere le proprie frontiere? Molto probabilmente a nessuno. Se da un lato il presidente Kurz chiude le porte all’Italia, dall’altro è molto probabile che gli operatori turistici austriaci non ne saranno molto felici. Alla fine l’auspicio è che prevarrà il buon senso, con riaperture controllate ed omogenee.