Bar, ristoranti, negozi e Hotel, metà della Spagna riparte. Nella Penisola Iberica si ritorna al bar e non solo. Per quasi la metà della popolazione spagnola, a partire da questa mattina, si ritorna in uno stato di semi-normalità. Bar, ristoranti, negozi, musei, palestre e alberghi potranno riaprire in molte regioni spagnole.
Il governo spagnolo, infatti, ha optato per una differenziazione tra regioni, a seconda dell’indice di rischio. Per chi riapre, in ogni caso, ci saranno regole da rispettare molto severe. Distanziamento fisico, mascherine, guanti e talvolta anche uno schermo a proteggere il capo, come spiega un articolo di El Pais.
La riapertura riguarda anche una comunità molto grande come l’Andalusia, che conta una popolazione di 8,427 milioni di abitanti. Ripartiranno anche aree turistiche molto importanti come le Canarie e le Baleari, con Ibiza, Palma de Maiorca e Minorca. Il governo ha infatti ritenuto che in queste aree l’epidemia sia sotto controllo.
A partire da oggi, in Spagna, cambiano anche molte regole di spostamento e socialità. Sarà possibile infatti spostarsi all’interno della propria provincia e incontrare fino a un massimo di 10 persone. Buone notizie anche per i fedeli: sono riprese infatti le celebrazioni religiose, che subiranno il distanziamento dei posti a sedere nelle chiese.
Se metà della Spagna riparte, l’altra metà resta immobile alla Fase 0. L’indice di rischio, per molte città, è stato valutato ancora molto alto dal governo. Restano chiuse Madrid, Barcellona, Valencia e altre città come Granada e Malaga. In questi luoghi il lockdown non si è mai fermato. Vedi anche: Che cos’è l’indice di contagio che preoccupa la Germania? Come si calcola?