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Per il Napoli privo del suo capitano ora resta solo l’Europa League
Il Napoli ha asfaltato una Sampdoria reduce da una striscia positiva di nove giornate interrotte soltanto dalla sconfitta immeritata allo "Stadium". Ma senza trofei la "prima" di Carlo Ancelotti rischia di trasformarsi in un mezzo fallimento.

Smaltita la delusione per l’eliminazione dalla Coppa Italia (l’unico obiettivo dichiarato ad inizio stagione), gli azzurri cercavano il riscatto in campionato e riscatto è stato.
La gara contro la Samp. Il match contro i doriani di Fabio Quagliarella, a caccia del record di reti in serie a proprio nella sua Fuorigrotta, non ha avuto storia: il Napoli ha asfaltato una Sampdoria reduce da una striscia positiva di nove giornate interrotte soltanto dalla sconfitta immeritata allo “Stadium”.
Il tecnico Carlo Ancelotti è riuscito a motivare la squadra che rischiava un calo di tensione dovuto alla situazione di classifica, dove i partenopei erano a ben undici lunghezze dalla Juventus, sebbene la quinta in classifica restava ad una distanza siderale.
Il cammino degli azzurri. Come fu lo scorso anno per Sarri, il cammino degli azzurri in campionato è da primato e lo stop della capolista lascia ancora una flebile speranza di rimonta per i ragazzi di Carletto, sempre più calato nella realtà partenopea.
Le prospettive. L’eliminazione dalla Coppa Italia e dalla Champions (sebbene quest’ultima sia colma di alibi) costringono gli azzurri a puntare sull’Europa League. Se infatti il Napoli dovesse arriva “solo” secondo in campionato, lasciando la bacheca dei trofei vuota e senza incidere in Europa, la “prima” di Carlo Ancelotti si trasformerebbe – dati alla mano – in un mezzo fallimento. L’Europa League è l’ultima chance per trasformare questa stagione in un successo e dimostrare che l’acquisto di Carletto abbia portato davvero un cambio di passo.
L’addio di Hamsik. Il capitano azzurro dopo dodici anni sta per lasciare la sua Napoli e intraprendere una nuova avventura in Cina, con uno contratto triennale e uno stipendio di circa 9 milioni l’anno. Il Napoli perde un pilastro del suo centrocampo e dello spogliatoio nel mezzo di una stagione tutt’altro che facile. Ma tant’è. L’ augurio è che presto “Marekiaro” possa tornare in società per vestire i panni del dirigente. Ma a 32 anni anche la scelta “cinese” potrebbe rivelarsi tutt’altro che definitiva.
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