Serie B e Coronavirus, protocollo troppo restrittivo: intervista ad Andrea Langella

2 mesi fa
16 Maggio 2020
di pasquale pollio

Coronavirus e Serie B, l’intervista. La crisi del coronavirus colpisce inesorabilmente anche il mondo del calcio. Mentre la maggior parte dei media si concentra sulle difficoltà dei club della massima serie, poco o nulla si dice sulla situazione della Serie B. Abbiamo intervistato l’imprenditore Andrea Langella, patron della Juve Stabia, che si è pronunciato sulla situazione attuale e sui possibili risvolti della sua squadra e dell’intero campionato cadetto.

 

Serie B e Coronavirus, il protocollo del governo è troppo restrittivo: parla Andrea Langella

Buongiorno Presidente, in questo momento si parla forse troppo poco del campionato cadetto perché
tutti gli occhi sono puntati sulla ripartenza della Serie A. Cosa ne pensa del protocollo presentato dal Governo per la ripresa dei campionati?

Credo che il protocollo sia troppo restrittivo, sono stati inseriti una serie di paletti che rendono difficile la
gestione delle squadre. Bisogna trovare assolutamente un compromesso in quanto non si possono scaricare tutte le responsabilità sui medici sociali e sui dirigenti delle squadre che rischierebbero anche penalmente.

Un eventuale positività di un tesserato è di fatto equiparata ad un infortunio sul lavoro. Senza contare che anche i calciatori non si sentono tranquilli perché negli sport di squadra diventa difficile
adeguarsi al distanziamento sociale.

 

Pensa che sia possibile tornare in campo?

Noi vorremmo ripartire. Ma devono cambiare alcune condizioni, si immagini che per farlo dovremmo
requisire un albergo, pagare tutte le spese della struttura affinché la squadra sia isolata da tutto e da tutti. Questo per i club di Serie B sarebbe uno sforzo insostenibile.

Per salvaguardare la salute dei nostri tesserati bisognerebbe effettuare tamponi e test sierologici di continuo: la distanza economica tra la massima serie e la Serie B è enorme, pertanto noi non abbiamo le possibilità di sostenere i costi delle squadre di Serie A.

 

I ricavi e DAZN

A proposito di costi e ricavi a che punto siamo con il pagamento dei diritti televisivi detenuti da DAZN?

Come ben sa tutto passa tramite la Lega che versa acconti durante l’anno, con il saldo a mezzo di una rata
finale che per ora è sospesa. Una rata a noi indispensabile per onorare gli impegni assunti anche verso i nostri tesserati, perché il nostro sistema si regge anche sulla mutualità del 6% che riceviamo dalla Lega di Serie A. Al momento stiamo portando avanti una battaglia al fine di aumentare questa aliquota, ed è una
battaglia veramente complicata

 

Serie B e coronavirus: andremo incontro ai nostri tifosi

La Juve Stabia questa estate aveva chiuso una campagna abbonamenti importante ma in caso sia di
ripartenza che di stop come pensate di indennizzare I vostri tifosi?

Non è nostra intenzione abbandonare il nostro dodicesimo uomo in campo. Sono allo studio delle
iniziative per far sì che i tifosi non paghino un prezzo troppo alto per questa situazione che si è venuta a
creare. Ma il discorso è generale, in quanto oltre alle perdite dal botteghino ci sarà anche una contrazione
dei ricavi causata delle mancate sponsorizzazioni dovute alla recessione economica che ci aspetta.

 

In Serie A molti club stanno trovando accordi con i tesserati per il pagamento degli stipendi di questi mesi di stop, voi come intendete comportarvi?

La federazione aveva proposto di non pagare gli stipendi relativi ai mesi di marzo e aprile, ma stiamo
discutendo con i nostri tesserati per trovare un accordo bonario che non porti a contenziosi. Tutto ciò anche se in caso di contenziosi in corso sarà possibile iscriversi regolarmente al prossimo campionato senza che la COVISOC possa intervenire sino al pronunciamento finale.

 

Il Format del campionato e i rapporti societari a Castellammare

In caso di ripartenza è ipotizzabile un cambio di format per il campionato cadetto?

Per quanto mi concerne no. Se si parte è giusto che si disputino tutte le gare comprese quelle dei play off e play out, altrimenti vuole dire che non ci sono i presupposti per una ripartenza.

 

Prima dello stop le acque di Castellammare erano piuttosto agitate, come sono ora i rapporti in Società?
Sono trascorsi due mesi ed il tempo ha fatto sì che le acque si siano calmate, posso dire che in questo
momento va tutto bene. Vedi anche: Salvini, serie A riparta a Giugno.
Intervista a cura di Pasquale Pollio.

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