Serie A, fate ripartire il calcio: gli italiani ne hanno bisogno

7 mesi fa
22 Aprile 2020
di pasquale pollio

Serie A e voglia di ripartire. Il calcio riparte o si ferma ancora per molto? È questo il dubbio amletico che ci ha accompagnato dal momento in cui il CONI ha decretato lo stop di quello che erroneamente viene considerato solo uno sport. Il calcio, infatti, è di fatto il terzo comparto industriale del Paese.

Prima di tutto però una precisazione: la salute al primo posto. Prima della libertà, come abbiamo visto. Ma al netto della tutela della salute è necessario far ripartire la macchina del calcio in Italia.

L’Italia è un Paese di calciofili

A prescindere dai tanti dibattiti sulla valutazione della ripartenza, nel Paese dei calciofili, ci chiediamo onestamente: ve lo immaginate un mondo senza calcio? L’impatto che questo sport ha sulla vita delle persone e sull’economia del Paese non è cosa di poco conto. L’Italia vive di calcio e la maggioranza degli italiani hanno col calcio un rapporto costante, quotidiano.

Fate ripartire la Serie A, l’indotto economico

Giornali sportivi, trasmissioni televisive, tutto l’indotto che gira attorno a questo sport rischia di ridursi al
lumicino con migliaia di persone senza lavoro. Proprio come in altri settori. E non parlo dei tesserati delle grandi squadre. Il calcio assolve a una funzione sociale importante che molti spesso dimenticano guardando solo i mega compensi che girano in Serie A.

Il calcio e il morale degli italiani

Il calcio è anche quello dei campetti di provincia dove i ragazzi giocano sognando la serie A.  È quello dei tifosi che passano una settimana a discutere su ciò che è accaduto la domenica prima. Il calcio è passione, e questa passione non può essere cancellata con il cassino sul vecchio gessetto sulla lavagna. Far ripartire il calcio significa anche migliorare il morale di molti italiani.

Ripartire con la Serie A: le dichiarazioni di Gravina e Briatore

Per tutto questo, nonostante tutte le problematiche del momento, il Presidente della FIGC Gravina sta lavorando alacremente per organizzare la ripartenza dei campionati. Le ultime sue dichiarazioni che riportiamo fedelmente sono un monito per il governo. “La responsabilità la lascio al governo, il calcio muove cinque miliardi di euro e non posso essere io il becchino del calcio italiano”.

Flavio Briatore, a precisa domanda del direttore Zazzaroni in una intervista apparsa sul Corriere dello Sport del 18 Aprile dichiarava: “Il protocollo che va bene per le fabbriche non può andare bene per il calcio? Non capisco chi si dichiara contrario alla ripartenza del campionato, si può giocare a porte chiuse tanto la gente il calcio lo guarda in TV”.

Le date eventuali per la ripartenza

Non è il caso di perdere ulteriore tempo. Si programmi il termine della stagione in corso come stabilito. Semifinali di Coppa Italia a fine maggio e a partire dal 31 inizio del campionato. Senza dimenticare che vanno portati a termine campionato di B e Lega pro. L’economia nazionale ha bisogno della ripartenza del calcio. Ma soprattutto ne ha bisogno il morale degli italiani.
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