Per il Napoli di Ancelotti il vero nodo è il modulo di gioco

11 mesi fa
6 Settembre 2019
di pasquale pollio

La sconfitta del Napoli contro la Juventus non è passata inosservata. Questo non per l’esito in sé (perdere a Torino ci sta), né per il punteggio finale che senza lo svarione finale di Kalidou (anche questo può capitare, ci mancherebbe) avrebbe potuto avere tutt’altra sortita.

A spiegare il “problema” di Juventus Napoli ci ha pensato lo stesso Carlo Ancelotti nel post gara: “la prestazione non mi ha convinto, al di là del risultato, e anche se fosse finita diversamente sarei rimasto di questa opinione”.

Nulla di più vero: i primi sessanta minuti dell’incontro sono stati da incubo, con la squadra impostata con il 4-2-3-1, il modulo provato in questa prima fase della stagione, che può contare però su soli due uomini di centrocampo che hanno le caratteristiche per posizionarsi davanti alla difesa, Allan ed Elmas. Insistere su Zielinsky in un ruolo che lo espone a delle brutte figure, creando problemi anche alla linea difensiva che ha subito la bellezza di sette gol nelle prime due uscite in campionato, è addirittura deleterio. Ancelotti ha realizzato tutto questo a partita compromessa, correndo ai ripari e ridisegnando la squadra  tatticamente con un più equilibrato 4-4-2, sostituendo uno spento Insigne con Lozano ed un irriconoscibile Ghoulam con Mario Rui. In questo modo, complice anche il calo fisico dei bianconeri, è riuscito a riprendere una partita che sembrava compromessa, sino allo sfortunato autogol di Koulibaly.

L’enigma tattico. Gli equivoci tattici vanno però risolti, in quanto la rosa a disposizione del tecnico, rafforzata in questa sessione di mercato, abbonda di esterni: questo dovrebbe indurre un allenatore esperto come Ancelotti a prendere in considerazione il  4-3-3 di Sarriana memoria, senza insistere su disposizioni che snaturano le caratteristiche dei giocatori. Anche  il 4-4-2 a lui tanto caro, infatti, danneggerebbe notevolmente Lorenzo Insigne che mal si adatta a posizioni differenti da quella di laterale sinistro.

Ancelotti, un tecnico che sa cambiare. Ancelotti nella sua carriera è stato sempre uno specialista nei cambiamenti tattici in favore delle caratteristiche dei propri calciatori, si ricordi la sua esperienza al Milan, quando vinse tutto grazie all’arretramento di Pirlo vertice basso di centrocampo che consentì al tecnico di far coesistere uomini come Kakà, Seederf e Rui Costa. Forse il tecnico di Reggiolo si aspettava un bel 10 – magari mancino e colombiano – dal calciomercato per il suo 4-2-3-1: ora che non è arrivato è già arrivato il momento di correre ai ripari tattici.

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