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Il primato della sanità: cosa si nasconde dietro l’attacco a Paolo Ascierto

di  Salvatore Di Rienzo  -  20 Marzo 2020

L’attacco a Paolo Ascierto e la sovraesposizione mediatica dell’infettivologo Massimo Galli dell’Ospedale Sacco di Milano potrebbero non essere circostante frutto del caso. Prima il medico milanese accusa di provincialismo il collega napoletano. Poi Striscia la notizia trasforma con una netta forzatura il silenzio signorile e “deontologico” di Ascierto in un “non è stato in grado di controbattere in modo efficace “. Come se un medico dovesse prestarsi ad un’arringa da talk show contro un collega, invece di pensare a come si curano i malati.

Una premessa è d’obbligo: se vogliamo aiutare Ascierto, tutti gli operatori sanitari e noi stessi, restiamo a casa

Il rischio concreto è che nonostante i grandi sforzi compiuti dai nostri medici, la Sanità campana e del sud Italia non regga. Proprio come quella lombarda in questo momento, afflitta da migliaia di casi che ogni giorno invadono gli Ospedali. Il miglior modello organizzativo e le migliori risorse umane possono soccombere se non facciamo tutti uno sforzo maggiore. Lombardia docet. Non dobbiamo uscire dalle nostre case. Altrimenti la Sanità campana e meridionale non reggerà.

Le domande a cui qualcuno dovrebbe rispondere

È un caso che Striscia la notizia abbia forzatamente attaccato l’illustre medico napoletano entrando in un terreno così scivoloso? È un caso che l’attenzione del programma mediaset non sia stata rivolta alle palesi incertezze pregresse del Dottor Galli? Sono ormai note, infatti, le dichiarazioni di quest’ultimo che che il 10 febbraio diceva che “in Italia la situazione era sotto controllo” e che “rispetto a quanto ci si poteva attendere, la diffusione di questo virus a livello internazionale è stata molto inferiore alla SARS del 2003”. Ancora: è un caso che nonostante Galli sia stato ampiamente smentito dai fatti continui ad essere ospite di tutte le reti televisive nazionali?

Chi è Paolo Ascierto?

Andiamo con ordine. Chi è Paolo Ascierto? Il medico 56enne nato a Solopaca, in provincia di Benevento, è Direttore dell’Unità di Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione G. Pascale. di Napoli e Presidente della Fondazione Melanoma – ONLUS. Paolo Ascierto è, dunque, uno degli oncologi più importanti al mondo. Nel 2005 gli è stato conferito il titolo di Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana, mentre nel 2011 quello di Commendatore, su iniziativa del Presidente della Repubblica.

Cosa si nasconde dietro l’attacco a Paolo Ascierto?

Dagli ambienti medici emerge una prima risposta. Dietro la reazione stizzita di Galli vi potrebbe essere anche l’insofferenza verso un oncologo che sta trovando soluzioni sul terreno delle malattie infettive. Un oncologo che dice ad un infettivologo cosa fare, per intenderci. La partita della rivendicazione dei primati in ambito sanitario inizia da qui. Se, come sostiene Galli, a Bergamo il farmaco era già in uso, perché questo non è stato comunicato all’Aifa per iniziare un protocollo? A farlo è stato il team di Ascierto, sul quale ora si accendono i riflettori. Dalla Campania, infatti, potrebbe venire fuori un modello organizzativo e sanitario contro il Covid-19 che spiazza tutti, Lombardia in primis.

Il primato del sud e i fondi per la ricerca

Il Presidente Vincenzo De Luca sta facendo arrivare un milione di kit che consentiranno ai campani di effettuare in pochi minuti un test contro il Covid-19. Questo significa azzeramento delle attese e pazienti che possono essere curati prima che la situazione peggiori. Nel frattempo va avanti il protocollo di Ascierto sul Tocilizumab, che inizia a dare risultati anche nei pazienti non giudicati gravi. L’unione tra i kit ordinati da De Luca e gli effetti del Tocilizumab può rappresentare un punto di svolta in Campania. Si avrebbe, in altri termini, l’azzeramento dei tempi di attesa associato ad una cura immediata che eviterebbe la terapia intensiva nella maggior parte dei casi. Detto ancora in altre parole – e a Dio piacendo – la Campania potrebbe aver risolto nel giro di un mese il problema del Coronavirus. Questo potrebbe sancire un primato del polo scientifico napoletano nei confronti di quello Lombardo, con ricadute anche riguardo l’entità dei fondi sulla ricerca.

Tocilizumab Coronavirus, Ascierto: il farmaco funziona in 9 pazienti su 11.

L’immagine di Napoli e quella della Lombardia

Il modello sanitario napoletano, dunque, sta gestendo in maniera impeccabile questa situazione. Lo sta facendo in maniera egregia anche il governo regionale, almeno fino ad oggi. Tutto ciò a fronte di un modello Lombardo che presenta il proprio virologo di punta smentito più e più volte dai fatti. Le ricadute, con questo andamento, riguarderanno anche l’immagine dei poli scientifici e sanitari. Il modello di eccellenza Lombardo, al quale molti del sud si rivolgono nel momento del bisogno, è messo in crisi dai luminari napoletani. Che potrebbero diventare i nuovi attrattori della sanità italiana. Qualcosa di intollerabile all’ombra della Madonnina.

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