Ora che i riflettori si spegneranno, chi risarcirà Mondragone? La verità

2 settimane fa
28 Giugno 2020
di salvatore di rienzo
Ora che i riflettori si spegneranno, chi risarcirà Mondragone? La verità

La verità sul caso Mondragone. Fin dall’inizio, in realtà, la situazione sanitaria di Mondragone è stata sempre sotto controllo. Il focolaio degli stranieri che vivono nei Palazzi Cirio è rimasto sempre circoscritto. Gli ultimi dati parlano di 2000 tamponi effettuati sulla popolazione di Mondragone, fuori dalla zona rossa, di cui 600 processati e 600 negativi.

 

Chi risarcirà Mondragone? La verità

Bisognerà attendere, dunque, l’esito complessivo dei 2000 tamponi finora effettuati su base volontaria dalla popolazione. É lecito attendersi, su una base così ampia di tamponi effettuati, che venga fuori qualche positivo asintomatico, come accadrebbe in qualsiasi altro comune d’Italia.

 

La situazione sanitaria è sotto controllo

Ma il ormai il trend è chiarissimo: fuori dalla zona rossa, Mondragone è una città libera dal Covid alla stregua di qualsiasi altro posto del sud Italia. Il tracciamento sanitario, partito dalla paziente bulgara in ospedale a Sessa Aurunca per il parto, ha funzionato. A partire da lei una ricostruzione meticolosa di spostamenti e rapporti che ha portato all’individuazione di 43 positivi, quasi tutti bulgari di origine nomade.

Nessuno, tra i positivi trovati all’interno della mini zona rossa dei Palazzi Cirio, si trova ora lì. Sono tutti sotto controllo dell’autorità sanitaria, ricoverati al Covid center di Maddaloni per motivi preventivi. Nessuno di loro, infatti, ha avuto sintomi significativi di Covid-19.

Insomma, da un punto di vista sanitario – escludendo la questione sociale, che merita un approfondimento a parte – il cordone sanitario intorno ai Palazzi Cirio ha funzionato. E il trend molto positivo di tamponi volontari da parte dei cittadini di Mondragone ne è la dimostrazione. Era solo quella la zona infetta e su quella zona bisognava lavorare.

 

La verità su Mondragone: l’enorme danno d’immagine per l’economia cittadina

Dunque, ricapitolando: Mondragone, eccetto la zona rossa, è libera dal coronavirus. Nessuno esclude che possa essere trovato qualche caso nelle prossime ore, vista la mole di tamponi effettuati. Ma le percentuali sono ormai chiaramente identiche a qualsiasi altro posto del sud. Ovvero prossime allo zero. Il problema sanitario è rimasto sempre circoscritto all’interno di cinque palazzi. Oltretutto, quei 43 positivi sono sempre stati tutti asintomatici o quasi.

 

Le spiagge semi deserte, le attività commerciali in difficoltà

Eppure Mondragone, in questi sei lunghissimi giorni, ha ricevuto un drammatico danno d’immagine. Questa mattina, una domenica soleggiata e calda di fine giugno, le spiagge erano semi-deserte. Lo erano anche molti locali, pizzerie, ristoranti e pub, durante le ultime sere. Tutto il commercio, su cui si poggia buona parte dell’economia cittadina (l’altra parte importante è legata all’agricoltura, nei campi dove lavorano i bulgari), è stato messo in ginocchio da un assalto mediato che ha di fatto identificato la città di Mondragone al coronavirus.

A Mondragone i problemi non mancano. Molti sono legati anche al settore del turismo. La città ha vissuto uno sviluppo palesemente inferiore alle sue enormi potenzialità. Le case del degrado in cui vivono i cittadini della zona rossa, ne sono la testimonianza più viva. Difficile capire perché negli anni non si sono trasformate in Alberghi o Bad and Breakfast.

 

Mondragone va risarcita da chi ha soffiato sul fuoco del terrore psicologico del Covid-19

Ma c’è una parte di città che comunque vive di turismo. Una parte di commercianti e imprenditori che hanno investito con coraggio sul territorio e che danno lavoro alla gente del posto. Una parte che è stata letteralmente violentata dal caos mediatico e dal terrorismo psicologico del coronavirus. Chi risarcirà queste persone? Dove lavoreranno i ragazzi licenziati da lidi, ristoranti e pizzerie del luogo? Chi aiuterà i padri di famiglia in difficoltà?

Probabilmente nessuno. Alla fine i riflettori si spegneranno e Mondragone rimarrà da sola, senza Covid, senza lavoro e senza estate, saltata per via di questi avvenimenti. Adesso che siamo ancora in tempo, quindi, è necessario dare una mano a riqualificare l’immagine di questa città. Una mano che si può dare semplicemente dicendo la verità. Una verità che devono dire i cittadini, i politici e i giornalisti.

Mondragone è un luogo sicuro: si può andare al mare, si può andare nei locali. Anzi, dopo lo screening di massa è addirittura un luogo più controllato degli altri. Si può fare, in altre parole, niente di più e niente di meno di quello che qui si è fatto durante ogni estate.

 

 

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