Lo studente universitario che ha ucciso la madre: “pressioni insopportabili”

9 mesi fa
24 Maggio 2020
di redazione herald

Caserta, uno studente universitario ha ucciso sua madre. Una vicenda assurda quella accaduta in un appartamento di Corso Trieste a Caserta, in pieno centro cittadino. Una madre è stata barbaramente uccisa dal proprio figlio, colpita da violente e numerose coltellate al quale non è riuscita ad opporre resistenza.

L’episodio è accaduto ieri, come raccontano i colleghi di Casertanews. L’esatta dinamica è in fase di ricostruzione da parte della Polizia di Stato. L’omicidio è stato realizzato da un giovane 24 enne, che non ha avuto alcuna pietà della madre, Rubina Chirico, di 52 anni.

Lo studente che ha ucciso sua madre viveva a Spello (Perugia)

Dopo l’omicidio, il giovane si è recato in Questura: in questo momento si trova in carcere con l’accusa di omicidio. Il ragazzo viveva a Spello, nei pressi di Perugia, nell’abitazione degli zii. In Umbria frequentava la facoltà di Scienze Politiche e, a quanto pare, aveva una vita piuttosto normale.

Secondo quanto riportato dall’Ansa, il giovane avrebbe detto agli inquirenti che dalla madre arrivavano “pressioni insopportabili”, forse proprio in merito all’andamento universitario del ragazzo. L’accanimento nei confronti della madre sarebbe stato repentino al punto di non concedere il tempo di una reazione alla donna.

La nota del centro sociale a cui la vittima si era rivolta

Il centro sociale Ex Canapificio, che in passato ha fornito assistenza alla donna, è intervenuto con una nota. “Rubina – spiegano dall’associazione -venne per la prima volta allo sportello per il reddito nell’estate del 2019, abitava ancora a Santa Maria Capua Vetere (a pochi km da Caserta n.d.r.). Non venne sola, il figlio la accompagnava, era uno dei momenti in cui era a Caserta con lei.”

“Da allora la sostenemmo per alcuni mesi su alcune richieste che ci fece, riguardanti per lo più la casa, e imparammo a conoscere la sua intelligenza, la sua determinazione e la sua indignazione per come le persone in difficoltà vengono schiacciate senza alcuna pietà.”

“La notizia della sua morte ci ha sconvolto – continua la nota -, ma vogliamo dire una cosa in modo molto netto. Le persone che vengono allo Sportello Reddito sono persone reali, con il proprio carico di delusione e rabbia per le ingiustizie che hanno vissuto sulla loro pelle per anni.”

“Perciò, alle istituzioni che oggi piangono questo orrendo delitto gridiamo: quando chiudete gli spazi sociali avete sbattute le porte in faccia a Rubina e a tanti come lei. Andremo avanti Rubina, perché il tuo ricordo ci rende più forti, più instancabili, più determinati che mai”, conclude la nota del Centro Ex Canapificio.

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