Come funzionerà l’App spostamenti coronavirus e perché è necessaria

7 mesi fa
21 Aprile 2020
di salvatore di rienzo

App spostamenti coronavirus. Si è parlato molto nel corso degli ultimi giorni di un’app al vaglio del governo per arginare il coronavirus. L’app dovrebbe tracciare gli spostamenti delle persone ritenute non contagiate dal Covid-19. Trattandosi di una materia molto delicata, quella della gestione di dati personali, scaricare l’app potrebbe essere facoltativo. Ma chi sceglie di non farne uso potrebbe avere limitazioni negli spostamenti. Leggi l’articolo di Leggo.

Come funzionerà l’App spostamenti coronavirus: l’alternativa è restare ancora a casa

Il commissario all’Emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, ha spiegato la necessità dell’app. “Il contact tracing è una modalità per garantire che in qualche modo vengano conosciuti e tracciati i contatti che le persone hanno” ha spiegato. Si tratta di una procedura molto importante “se qualcuno si contagia”. Una necessità, secondo Arcuri, “per contenere la diffusione del virus”.

“In tutto il mondo – ha spiegato il commissario – alleggerire il contenimento significa essere in grado di mappare tempestivamente i contatti delle persone”. Secondo Arcuri, questa è l’unica soluzione per riacquistare libertà di spostamento. “L’alternativa sarebbe non alleggerire le misure, privandoci di quote importanti della nostra libertà come queste settimane è accaduto”.

Secondo Arcuri “il virus è ancora tra noi. Abbiamo imparato a contenerlo e i nostri concittadini hanno imparato ad attrezzarsi e a fronteggiarlo, a costo di una sostanziale privazione della libertà”. Per il commissario, quindi, “dobbiamo sapere che non è stato sconfitto né allontanato”.

Come funzionerà l’app spostamenti coronavirus?

“Un cittadino che scarica l’app su suo device e ha garantite sicurezza e privacy non può solo produrre un ‘alert’ verso gli altri cittadini con cui è stato in contatto” spiega Arcuri.  Ciò, infatti, “non è sufficiente”. “Sarà necessario, in tempi ristretti e nelle forme possibili, che l’app si possa connettere al sistema nazionale”.

Secondo il commissario, quindi, è necessario “che dia informazioni perché si possa intervenire tempestivamente ed efficacemente. Solo così il contact tracing avrà una valenza e non sarà solo un sistema informativo”. L’app, per essere un valido strumento di prevenzione, dovrà necessariamente essere connessa al sistema sanitario nazionale.

Il requisito della privacy

“La privacy e la riservatezza dei dati – ha spiegato Arcuri – è un diritto inalienabile ed irrinunciabile.” Quindi “non sarà da  parte da mia possibile allocare queste informazioni in un luogo che non sia un’infrastruttura pubblica e italiana”.+

La Nexa Center for Internet and Society de Politecnico di Torino, ha inviato una lettera aperta al Commissario Arcuri sul tema. Essi chiedono l’esclusione della “geolocalizzazione” e i dati dovranno essere “tutti cancellati al termine del periodo di utilità degli stessi ai fini della ricostruzione del contagio”. Per essere usata da tutti, sottolineano, “è essenziale che tale tecnologia sia trasparente, sicura e rispetti i diritti e le libertà fondamentali delle persone”.

Gli esperti hanno poi richiesto “l’uso volontario e libero” dell’app e nessuna limitazione o discriminazione “determinata dal mancato utilizzo”.  La finalità deve essere, secondo gli esperti, “il tracciamento”. Non finalità come “le autocertificazioni online o più o meno improbabili nulla-osta di circolazione”.

“Il software da adottare deve essere disponibile pubblicamente, così come “il protocollo su cui si basa l’app, i documenti che hanno portato alle scelte dei decisori, incluso il parere del Garante della Privacy”. Deve essere inoltre “trasparente il governo complessivo dell’intero processo di tracciamento”.
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