Cultura

Come cambierà il mondo dopo il coronavirus, parla Christophe Ameeuw

di  Daniela Cursi Masella  -  24 Marzo 2020

Come cambierà il mondo dopo il Coronavirus? Difficile dirlo. Ma certo è che la realtà che stiamo vivendo sta cambiando e continuerà a cambiare. Una previsione l’ha fatta Christophe Ameeuw. È stato il primo organizzatore internazionale a cancellare un evento, il Longines Masters di Hong Kong, fissato lo scorso 13-16 febbraio.

Chi è  Christophe Ameeuw

Christophe Ameeuw (biografia) è il presidente e fondatore dell’European Equestrian Federation. Uomo visionario degli sport equestri, ha determinato la nascita, nel 2017, della Riders Masters Cup (versione equestre della Ryder Cup di golf con una sfida di salto ostacoli tra una selezione di atleti statunitensi e una di atleti europei). Ha supportato lo sviluppo dell’equitazione internazionale nel continente asiatico. In Asia ha contribuito alla nascita del Longines Masters Series composto dalle tappe di Hong Kong, Losanna e Parigi.

La globalizzazione ed eccesso hanno reso il mondo più fragile

Oggi sta considerando il profilo di un nuovo mondo, alla luce di questa crisi globale che “ci pone di fronte alla nostra fragilità”. “La globalizzazione – ha dichiarato – è un sistema che ci ha fatto vivere fino all’eccesso, rendendo questo stesso sistema molto fragile. COVID-19 ci ha rimandati tutti al punto di partenza, ed è un avvertimento per tutti noi, che il mondo cambierà: sta a noi trovare un posto per noi stessi in questo nuovo mondo a venire, perché il mondo non vuole più i nostri vecchi modelli.

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Come cambierà il mondo dopo il Coronavirus: dobbiamo reinventarci

“La lezione che ho imparato dal doppio annullamento dei nostri eventi e da ciò che il mondo sta vivendo attualmente – continua Ameeuw -, proviene dalle distanze che dobbiamo mantenere. Ma in mandarino, il segnale di ‘crisi’ significa anche opportunità. Dobbiamo approfittare di questa crisi per reinventarci, riorganizzarci, strutturarci per trovare un modello molto più solido, che troverà immediatamente il suo posto in questo nuovo mondo. È necessario, essenziale. Questa crisi è una globalizzazione eccessiva, un consumo eccessivo, una bolla economica inesistente e irrealistica, una mancanza di rispetto per la natura, per l’ambiente e per il pianeta. E’ l’insensatezza di molte delle nostre azioni e il nostro disprezzo per le generazioni future. Ripeto: dobbiamo reinventare tutto”.

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