Polemiche sul lato B di Chanel Totti in costume sulla copertina di Gente

6 mesi fa
22 Agosto 2020
di vincenzo carlomagno
Polemiche sul lato B di Chanel Totti in costume sulla copertina di Gente

Polemiche per la copertina di Gente con Chanel Totti in costume. Sta facendo discutere la copertina scelta per l’ultimo numero della rivista Gente. Sulla copertina del popolare settimanale, infatti, campeggia la foto di Chanel Totti con il padre, l’ex calciatore Francesco Totti.

La ragazza, ricordiamo, è frutto del matrimonio tra il campione mondiale 2006 e la conduttrice tv Ilary Blasi. Totti e sua figlia sono ritratti al mare, in costume. In particolare, risalta il costume della ragazza che mostra chiaramente il suo lato B. Peccato che la ragazza abbia solo 13 anni.

Il volto è reso irriconoscibile dai pixel, ma viene mostrato chiaramente qualcosa che non dovrebbe essere evidenziato, trattandosi di una ragazzina ampiamente minorenne. Per nostra scelta, non pubblichiamo la copertina integrale.

La copertina di Gente con Chanel Totti

A completare il discutibile quadretto è la frase che accompagna la foto: “A 13 anni Chanel Totti è la gemella di mamma Ilary.” Per i giornalisti di Gente, quindi, non solo è normale mostrare le forme di una tredicenne. Per loro è  altrettanto normale paragonarla a una donna di 39 anni, evidentemente già formata, a differenza della ragazza.

Coprire il volto della ragazza con i pixel per renderla irriconoscibile non è certo una misura sufficiente. Non sarebbe sufficiente nemmeno un eventuale consenso alla pubblicazione da parte dei genitori. A prescindere da esso, esiste un codice deontologico al quale i giornalisti dovrebbero attenersi scrupolosamente.

Cosa stabilisce la Carta di Treviso?

Questo codice riporta le regole basilari che un giornalista dovrebbe rispettare durante lo svolgimento della sua professione. Eventuali violazioni sono sanzionate dall’Ordine dei giornalisti. Al codice deontologico è allegata la Carta di Treviso, un codice adottato nel 1990 e che disciplina la trattazione di notizie che riguardano minorenni.

Il testo si propone, innanzitutto, “di assumere i principi ribaditi nella Convenzione ONU del 1989 sui diritti del bambino e nelle Convenzioni europee che trattano della materia, prevedendo le cautele per garantire l’armonico sviluppo delle personalità dei minori in relazione alla loro vita e al loro processo di maturazione”.
La considerazione primaria sulla quale si fonda la Carta di Treviso è che “in tutte le azioni riguardanti i minori deve costituire oggetto di primaria considerazione il maggiore interesse del bambino e che perciò tutti gli altri interessi devono essere a questo sacrificati”.
Inoltre si afferma che “nessun bambino dovrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie o illegali nella sua privacy né ad illeciti attentati al suo onore e alla sua reputazione” e che “le disposizioni che tutelano la riservatezza dei minori si fondano sul presupposto che la rappresentazione dei loro fatti di vita possa arrecare danno alla loro personalità”.

Possibili sanzioni dopo la copertina di Gente con Chanel Totti?

Appare evidente che tutti questi principi non siano stati osservati dai giornalisti di Gente. Certamente non è il primario interesse di un minore quello di apparire in costume sulla prima pagina di un giornale. Inoltre, si può certamente parlare di violazione della privacy e di un potenziale danno alla personalità del minore per la sua rappresentazione morbosa.
Tornando alla Carta di Treviso, in conclusione del testo, si ribadisce che “tutti i giornalisti sono tenuti all’osservanza di tali regole per non incorrere nelle sanzioni previste dalla legge istitutiva dell’Ordine”. Quindi, è facile prevedere che le aspre polemiche che stanno accompagnando la pubblicazione della copertina di Gente possano scaturire in sanzioni per i giornalisti coinvolti e per la Direzione del settimanale.
Sicuramente, quando di parla di minorenni, si dovrebbe essere più cauti nella loro rappresentazione. Una foto come quella che ritrae la figlia tredicenne di Francesco Totti e Ilary Blasi appare sicuramente inopportuna, a prescindere da eventuali violazioni deontologiche. La vendita di qualche copia in più non dovrebbe essere perseguita sfruttando in maniera discutibile l’immagine di un minore.

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