Caos governo, l’Italia vorrebbe capire se domani le scuole sono aperte

9 mesi fa
4 Marzo 2020
di redazione herald

Scuole chiuse per un mese. Forse no, aspettiamo. Sembra l’inizio di una barzelletta ma purtroppo è ciò che è successo oggi, quando dopo il vertice di governo Palazzo Chigi ha fatto trapelare alle agenzie di stampa il fatto che da domani le scuole saranno chiuse. Poi la smentita surreale di del Ministro della Pubblica Istruzione Lucia Azzolina. Ecco la prima notizia: Ultim’ora, Scuole e Atenei chiusi fino a metà marzo.

La notizia della chiusura spiegata ai non addetti ai lavori

Quando un’agenzia di stampa lancia un flash su una notizia di questo tipo, come la chiusura delle scuole, lo fa perché c’è un input dell’ufficio stampa, quindi del governo. Precedere in termini comunicativi un provvedimento equivale ad annunciarlo: si tratta di uno stratagemma utilizzato per guadagnare tempo in attesa dell’ufficialità del provvedimento, che potrebbe tardare di qualche ora. Proprio ciò che è accaduto oggi, quando le fonti governative hanno confermato ai tutte le principali fonti giornalistiche del Paese che domani (e per un mese), le scuole resteranno chiuse. Ma qualcosa non ha funzionato. Smentendo quanto affermato dallo stesso governo, la ministra Azzolina ha spiegato ai cronisti, pochi minuti dopo, di aver “chiesto un approfondimento al comitato tecnico-scientifico”, per valutare l’opportunità di chiudere le scuole in tutto il Paese. Questa dichiarazione ha gettato nel caos tutti gli organi di informazione.

Chiusura scuole, la ricostruzione di la Repubblica

Uno dei giornali più autorevoli del Paese, il quotidiano la Repubblica, ha spiegato con una nota ufficiale la situazione di caos che si è venuta a creare:

Oggi poco prima delle 14 fonti della presidenza del Consiglio dei ministri hanno confermato a Repubblica, alle agenzie di stampa e ai cronisti delle altre testate l’ufficialità della decisione di cui si parlava dalla serata di ieri, ovvero la chiusura delle scuole e delle università come misura per contenere la diffusione del coronavirus.

Repubblica, le agenzie di stampa e le altre testate hanno diffuso la notizia con la tempestività e l’enfasi commisurate a un provvedimento che avrà un effetto immediato sulla vita di tutte le famiglie del paese.

Pochi minuti dopo, la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, conversando con i cronisti a Palazzo Chigi, ha dichiarato: “Nessuna decisione sulla scuola è stata presa, non c’è la chiusura al momento. Abbiamo chiesto al comitato scientifico una valutazione se lasciarle aperte o chiuderle, che sia proporzionale allo scenario epidemiologico del paese in questo momento. La decisione arriverà nelle prossime ore, tutti sarete informati”.

Da allora, e fino al momento in cui scriviamo, nessun altro esponente o addetto stampa del governo è intervenuto per confermare, smentire o chiarire la circostanza.

Repubblica comprende e condivide lo sconcerto dei lettori e dell’opinione pubblica di fronte a una gestione confusa e approssimativa delle comunicazione istituzionale. Serietà, misura e correttezza sono un diritto dell’informazione e di tutti i cittadini.

Si attende adesso la decisione definitiva del governo.

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