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Anche Zaia contro la Movida: senza rispetto pronti a richiudere tutto

di  Redazione Herald  -  21 Maggio 2020

“Siamo ancora subissati da segnalazioni su assembramenti di giovani fuori dai bar. Ne ho parlato con i colleghi presidenti di Regione”. Sono le parole del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia in merito al grave rischio della movida, che potrebbe far risalire i contagi.

Per Zaia, che ha sentito gli altri governatori, “è un problema che rilevano tutti”. “Siamo tutti preoccupati perché c’è un clima di festa, di ‘liberi tutti che deve preoccuparci”. Il Presidente del Veneto ha parlato del problema movida durante il punto stampa, nel corso del quale ha rilanciato “l’appello al rispetto delle regole”.

Zaia contro la Movida: dobbiamo aspettare una settimana/dieci giorni dal 18 maggio per capire

“Siamo attenti al modello matematico e all’evoluzione dell’epidemia” ha detto Zaia. “Dall’apertura del 18 maggio dobbiamo aspettare una settimana/dieci giorni”. Nel caso in cui “si rileveranno nuovi contagi ed un rinfocolarsi dell’epidemia dovremo andare a nuove chiusure, nuove restrizioni e magari quarantene per eventuali nuovi focolai”.

Nella giornata di ieri, anche il suo collega Vincenzo De Luca era stato durissimo contro la movida: De Luca ancora contro la movida: da domani i locali chiuderanno alle 23. Ma anche il Veneto, come tutte le Regioni d’Italia, ha le sue zone di alta concentrazione di movida, in particolare nelle zone costiere e nei maggiori centri cittadini.

Il Presidente del Veneto ha ricordato “che bastano 2- 3 casi in una stessa località perché venga considerato un nuovo focolaio. Per questo – ha concluso – ci vuole molta prudenza e rinnovo la mia preghiera per accettare questo piccolo sacrificio dell’uso della mascherina almeno fino al 2 giugno”.

 

Veneto è la prima regione d’Italia per turismo, no ad esclusione Adriatico

Poi Zaia è intervenuto sulla crisi del turismo. “Ricordo che il Veneto per la crisi legata al coronavirus ha perso finora 50mila posti di lavoro, 35 mila nel settore del turismo”.  Il Veneto, ha ricordato, “è la prima regione turistica d’Italia con un fatturato di 18 miliardi di euro”.

“E quindi, nel rispetto delle regole sanitarie spero si vada ad una Schengen sanitaria” ha aggiunto. Zaia spera che “non ci siano più limiti dettati dalle quarantene nei Paesi d’arrivo dei turisti”. Secondo il presidente, “una soluzione potrebbe essere quella dei tamponi alla partenza dal Paese d’origine”.

“Mi auguro – ha concluso Zaia – che il ministero degli Esteri faccia sentire forte la sua voce perché non si senta più parlare di ‘corridoi’ di flussi turistici diretti da Germania ed Austria verso la Croazia”. Questi corridoi, infatti,  “tagliano fuori le spiagge dell’Adriatico”, ha concluso.